A proposito di Stalking, generazione x e musica leggera

La Cassazione, con recente sentenza in linea con altri precedenti, ha sancito che tre giorni di corteggiamento pressante, sebbene non aggressivo o minaccioso, integrano il reato di atti persecutori.

Ed invero “il crescendo dei comportamenti invasivi della libertà personale e della sfera personale della p.o. da parte dell’imputato, comportamenti via via sempre più ossessivi, tradottisi in appostamenti, pedinamenti, avvicinamenti anche fisici, apprezzamenti ecc“, dicono gli ermellini, anche se perpetrato in un ristretto arco temporale (addirittura anche un solo giorno) integra il reato in quanto “ai fini della integrazione del reato di atti persecutori non si richiede l’accertamento di uno stato patologico, ma è sufficiente che gli atti ritenuti persecutori abbiano un effetto destabilizzante della serenità e dell’equilibrio psicologico della vittima“.

Ho potuto tastare il polso della situazione con due miei contatti facebook: essi hanno plaudito a tale giurisprudenza definendola “esemplare” e dicendo che è una cosa da meridionali corteggiare con insistenza le fanciulle.

Infatti ora che ci penso solo Liberato oggi canta “tu te scurdate e me”, ma il milanese Rovazzi ripete enne volte che non gliene frega un ca delle molteplici attività della fanciulla con la quale si accompagna. Insomma i tempi si sono adeguati. E il comune sentire di ciò che è bene e ciò che è male si è milanesizzato.

Tuttavia, avuto riguardo ai precedenti canori della formazione culturale del 40/50 enne medio italiano (ma anche inglese e americano o francese cone vedremo), non posso esimermi dal concedere a questi soggetti affetti da delirio amoroso, se nati tra il ’60 e il ’75, per lo meno le attenuanti generiche. Essi avrebbero bisogno di un reset culturale. Di un elettroshock che cancelli dalla loro memoria anni e anni di testi di canzoni che, alla luce delle considerazioni del supremo consesso, potrebbero apparire, al giorno d’oggi quasi come una istigazione a delinquere.

Vengo al punto. 

Ivano Fossati:

Se avessi braccia migliori ti costringerei Se avessi labbra migliori ti abbatterei, se avessi buona la bocca ti parlerei Se avessi buone le parole ti fermerei

Ad un angolo di strada io ti fermerei ad una croce qualunque ti inchioderei E invece come un ladro come un assassino Vengo di giorno ad accostare il tuo cammino per rubarti il passo, il passo e la figura e amarli di notte quando il sonno dura. E amarti per ore, ore, ore e ucciderti all’alba di altro amore E amarti per ore, ore, ore e ucciderti all’alba di altro amore” 

Enrico Ruggeri :

Con gli occhi bene aperti chiediamo un po’ d’amore alla persona che vorremmo fare rimanere.

E ci facciamo male se la pressione sale poche parole ci precipita il morale giù. Cos’è che ci trascina fuori dalla macchina? Cos’è che ci fa stare sotto ad un portone? Cosa ci prende, cosa si fa quando si ama davvero?

Adriano Pappalardo, su gentile segnalazione di un mio contatto Facebook:

So dove passi le notti, è un tuo diritto, io guardo e sto zitto, ma penso di tutto, mi sento distrutto, però io ci provo, ti seguo, ti curo, non mollo lo giuro..

Lucio Dalla:

Dov’è quel cuore, dov’è, datemi un coltello, un coltello per favore dov’è quel cuore bandito che ha tradito il mio povero cuore, lo ha smontato e finito dov’è”  ed ancora:

“Non dormo da una settimana, per quel cuore di puttana sono andato al cinema e mi han mandato via perché piangevo forte e mangiavo la sua fotografia”

Daniele Silvestri ad onor del vero soffriva in silenzio, quindi già più contemporaneo, ma cinque anni di trasalimenti alla vista della y 10 bordò oggi sarebbero improponibili.

Così da 5 anni vivo consumando un’incrollabile fiducia nel futuro con un sorriso, vedi, che sto conciliando al vago senso che ho di averlo preso in culo.” e gli amici, quasi Rovazziani, “che palle parli sempre di ‘sta tizia” 

Tornando al tema, non sono immuni gli inglesi, Sting, tanto bello e biondo e di gentile aspetto, pure lui ci andava pesante:

Every breath you take
Every move you make
Every bond you break
Every step you take
I’ll be watching you
Every single day
Every word you say
Every game you play
Every night you stay
I’ll be watching you
Oh can’t you see
You belong to me
My poor heart aches
With every step you take
Every move you make
Every vow you break
Every smile you fake
Every claim you stake
I’ll be watching you”

E gli americani dove li mettiamo?

“I drove all night to get to you
Is that all right?
I drove all night, crept in your room
Woke you from your sleep to make love to you
Is that all right?
I drove all night“.

Per la Cassazione  avrebbe dovuto essere più discreto quanto meno avvisarla per fax del suo arrivo. Altro che sgattaiolare in silenzio nella camera svegliandola nel sonno. Ma siamo pazzi?

Per i francesi vi basti l’immortale

“Ne me quitte pas
Je ne vais plus pleurer
Je ne vais plus parler
Je me cacherai là
A te regarder

 

Non mi lasciare non mi lasciare non mi lasciare etc etc. Certo anche il reiterato invito a non lasciare potrebbe creare, anzi di fatto crea angoscia nel soggetto che vorrebbe liberarsi in maniera rapida ed indolore del non più amato bene.

Si aggiunga che dal lato canzonettistico femminile non mi risulta ci siano mai state istanze volte a stigmatizzare tali comportamenti ossessivi e deliranti. Non mi sovvengono canzoni dove la lei si lamentava del corteggiatore persecutore.

Fine della riflessione.

In calce inserisco un rimando al tema del blog, l’alimentazione, ricordando una canzone suggerita da Irene, “Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte“, il cui sottofondo minaccioso (Tu digli a quel coso che sono geloso e se lo rivedo gli spaccherò il muso) non sarebbe sfuggito alla Cassazione tanto più che trattavasi probabilmente di minorenne “t’ho vista uscire dalla scuola” (e comunque  all’epoca la maggiore etá era 21 anni). E anche questa è fatta.

Se vi vengono in mente altri esempi, commentate pure.

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