Addio nr. 2

È finita.

Abbandono, per la seconda (qui trovate la prima) e definitiva volta, il Blog di Irene Iaccio.

Ho sopportato ogni genere di contumelie, finché le offese, le minacce e financo le estorsioni sono rimaste private, ma adesso l’offesa si è resa pubblica, il nocumento irreversibile, la vendetta necessaria.

I fatti, prima di ogni cosa.
La fetida Irene ha presentato il mio ultimo articolo sulle sovracosce di pollo come “la prima ricetta vera di Galeazzo”, evidentemente presupponendo che tutti i miei precedenti contributi al Blog fossero delle ciofeche ontologicamente irriconducibili alla categoria della ricetta culinaria.

Che dire? Quanta consapevole preveggenza nel pensiero di Hannah Arendt, laddove individuava nella delegittimazione, cioè nel disconoscere al prossimo la stessa dignità esistenziale che si assegna a se stessi, la fonte del male e del totalitarismo!

“Sei una bestia, sei un parassita, quello che scrivi non sono ricette. Ti degrado ontologicamente per rimuovere ogni scrupolo a usarti violenza. Scatenerò contro di te la violenza diffamatoria del web”, così deve avere certamente pensato la “bella” Irene dal torbido animo.

Eh già, cara Irene, come per gli 80 euro renziani, dimenticati dopo averli intascati, come la mettiamo – solo per limitarci alle ricette più eclatanti – con il polletto alla renziana? E con le cosce di pollo alla Caterina? E con gli Spaghetti Senatore Cappelli con salsa pomodoro-olive Händlmaier? E il cuore di bove? E i fiori di filetto di nasello? E il risotto ai 4 transistor?

Ti costava troppa fatica sopportare questo debito di gratitudine, nevvero? E allora meglio uccidere la reputazione del grande Galeazzo, piuttosto che riconoscerne il valore.

Non ho più parole, ma le parole non servono più. Ora è faida.

Qui Galeazzo giaceva, sveglio, meditando in cuore sciagura …

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