Al funerale di Irene Iaccio (il quarto blues di Galeazzo)

Presentazione di Caterina, la calda e preparata avvocatessa.
Uno dei tratti più vividi dell’intelligenza è il saper prevedere gli eventi, capire i fatti fino alla loro estrema essenza e quindi il moto direzionale loro intrinseco.
E portiamoci allora avanti con il coccodrillone di Irene Iaccio.
Irene, sia ben chiaro, è al momento viva e vegeta, ma non gode di buona salute (ha una terribile allergia al sapone, così mi ha detto il Cagol…) e il blues di Galeazzo che qui Vi presentiamo è iperbolico, magniloquente, esaltante una Irene Iaccio regina della mala meneghina che non esiste nella realtà (come tutti sanno, perché così è scritto nella trilogia biografica che trovate qui, qui e qui, la Irene fa il grano scolpendo le carte di credito…).
Andiamo dunque al blues di Galeazzo, il quarto su questo Blog (trovate i precedenti cliccando qui, qui e qui … Fatelo, cazzo, cliccate!), con un piccolo consiglio per una migliore fruizione: leggetelo al ritmo di Dove sta Zazà (Era la festa di San Gennaro, quella cosa lì) per le prime due strofe, al ritmo della Guerra di Piero per le ultime tre.

Al funerale di Irene Iaccio (quarto blues di Galeazzo)
Al funerale di Irene Iaccio,
c’erano tutti,
c’era la mala,
c’era lo spaccio.

Al funerale di Iaccio Irene,
erano tutti gente per bene.
Erano sordi, erano ciechi,
tante pensioni, ma pochi sprechi.
Erano ciechi, erano sordi,
e della pizza mangiavano i bordi.

E mentre il prete la bara calava,
anche il Cagol prendèa la parola,
piango l’Irene e il suo plastico pene,
donna capace, finanche rapace.

Ma la memoria andava feroce
ad un autunno tenero e dolce
quando l’Irene nei prati andava
e sulla terra poi defecava.
Irene mia a crepare di maggio
ci vuole tanto, troppo coraggio.

Lei ora torna alla terra dei padri,
si inserì lesto il funesto prete
e terminò la funzione sacra
Ite, ragazzi, la Ire è andata,
ora tutti a far festa al Crapa Pelata
il locale di nuova apertura,
è qui di fronte alla Pretura
con tante tapas e stuzzichini,
prezzi modici e quattro grillini
per trastullare la compagnia.
Ite ragazzi, ite veloci.

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