I was a Bersani in Hell (risultati elezioni)

Slavina o blocco stradale? Mi sento un Bersani alle elezioni!
Luigi di Maio o Matteo Salvini?  Non prevedo più soluzioni.

Le votazioni sono tutte rotte e lo spuntino di mezzanotte, in concomitanza ai primi exit poll, sta diventando un pasto nudo: allucinazioni, body horror e sederi che parlano, ossia una perfetta descrizione dell’avvenuto voto nazionale e della fase premortale di Bersani e Liberi & Uguali

Se non fosse per il disappunto, non ti muoverei appunto alcuno!

Effetto collaterale o trip psicotropo? Il tuo potere di ghost writer mi controlla nel profondo; effetto collaterale o trip psicotropo? La mia panacea si trovava nel silenzio elettorale, uno spazio di introspezione, uno spazio in cui si poteva capire quale fosse la scelta da operare. Forse una scelta all’insegna della moderazione?
Non mi sarei mai aspettato di incontrare un populismo al 47%, moderati a sinistra del 20%, moderati a destra del 15% e soprattutto tanto, tanto disappunto.

Lo sgomento apportatomi, nello scoprire i voti a Liberi e Uguali risultatisi, non è altro se l’impossibilità del mio portento di verificarsi.
Bersani è una palla di neve all’inferno, un pupazzo di gomma nel microonde, una fiammella nel congelatore, un pannolino in una cisterna di reflui zootecnici.
Sono qui da trentaquattro minuti, ad osservare lo schermo su cui sono incisi i risultati, sto perdendo tempo o sto autolesionando? Sono un ciellino rinchiuso in un berlusconian-festino, sono Dell’Utri nel circolo dei Cinque Stelle, sono un secondino riposto nella sua cella, tra rantolii, tremori e dolore faccio un balzo dalla padella alla brace.
Che sia un buon giorno, è un augurio troppo ottimista. Che sia un buon giorno, il mio entusiasmo è intimista.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *