Cambiali MEFO, che passione! (Parte 1)

«All’inizio del 1933, il numero ufficiale dei disoccupati assommava a oltre sei milioni, ai quali si poteva aggiungere un altro mezzo milione non compreso nelle statistiche, che non registravano neppure i molti semidisoccupati […] L’assistenza economica ai disoccupati pesava sulle finanze dello Stato per più di tre miliardi di marchi l’anno. Regresso del  gettito delle imposte da una parte, sussidio ai senza lavoro dall’altra: la candela bruciava da ambedue le parti» (Hjalmar Schacht, Come muore una democrazia, Edizioni Il Borghese, pag. 75).

Per fortuna noi non siamo nella situazione sopra descritta da Hjalmar Schacht, economista, presidente della Reichsbank, noto ai più per essere stato ministro dell’economia nella Germania nazista dal 1934 al 1937.
A noi i problemi ce li risolvono – in teoria – le risorse boldriniane che, come chiarito dall’ex Presidente INPS Tito Boeri, ci pagheranno, anzi a suo dire ci stanno già pagando le pensioni.
Abbiamo il jolly: gli immigrati.
Possiamo sederci su un marciapiedi, mangiare la pasta col pomodoro che a noi italiani piace tanto e percepire tranquillamente pensione e reddito di cittadinanza dall’INPS.
L’amico Tito non ha dettagliato il meccanismo, ritenendolo autoevidente, ma visti i tempi di galoppante razzismo è forse meglio specificare cosa baluginava nella sua luminosa mente:
A) Risorsa boldriniana lavora dalle 16 alle 18 ore giornaliere, producendo un plusvalore di Euro 8.000 / mese.
B) Risorsa boldriniana versa a INPS Euro 7.400 / mesi, essendo bastevoli alle sue animalesche esigenze Euro 600 / mese, ovvero ben Euro 20 / giorno.
C) INPS elabora dati e smista i predetti Euro 7.400, che diventano magicamente Euro 4.200.
D) Euro 4.200 vengono distribuiti agli inermi cittadini italiani. A stento, Euro 4.200 bastano a due italiani, ma ce li faremo bastare.

A questo punto, una cosa ci è chiara: una risorsa boldriniana può mantenere due italiani, più un impiegato INPS. Per facilità di calcolo eliminiamo la “Risorsa INPS” e stabiliamo un rapporto 1 a 2.
Stimando per eccesso di prudenza in 60 milioni gli italiani fisicamente stanziati nel territorio del Belpaese e bisognosi di sussidio, è evidente che occorrono almeno 30 milioni di risorse.

Ma – ed è questo lo scoop che noi del Blog di Irene Iaccio Vi offriamo in esclusiva – c’è un problema: 30 milioni di risorse non ci stanno, il territorio non le contiene (fonte Istituto Geografico Sardine). Che si fa, dunque?

Abbiamo il Piano B: Cambiali MEFO.

… driiinn driiiin driiiin …

GPG: Uei ma chi è chiama proprio mentre sto scrivendo un articolo per il Blog di Irene?

GdF: Qui è la Guardia di Finanza, Nucleo anti MEFO. Parliamo con il signor Galeazzo Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio Gargiulo?

GPG: No, qui è Casa Iaccio, più propriamente risponde la sede de Il Gatto ha Nuove Code, Via Ernesto Reinach nr. 8, pieno centro di Milano. Desidera?

GdF: No, niente, cercavamo Gargiulo ma se non sapete dov’è riproveremo l’anno prossimo. Ossequi.

E anche questa è fatta, ma, come avete potuto constatare de visu, il pericolo è sempre in agguato e il Sistema non vuole che vi si parli delle Cambiali MEFO, cosa che invece faremo, puntualmente, gratuitamente, subdolamente, nel prossimo articolo! Stay tuned!!!

Adolfo e Hjalmar

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