Cannibalismo – Parte 1 della Parte 4. Un Galeazzo a cuore aperto, al servizio delle istituzioni.

PREAMBOLO
I precedenti articoli di Galeazzo sul cannibalismo stanno riscuotendo un insuccesso clamoroso: non li legge nessuno, o quasi (se proprio volete, ecco la Parte 1, la Parte 2 e la Parte 3).
Ed è proprio ciò che voleva quella vecchia volpaccia sifilitica di Galeazzo, far filtrare alcune verità mai divulgate prima, facendole pervenire soltanto a un qualificatissimo pubblico.
Eh sì, abbiamo le insights, e sappiamo che gli articoli sono attentamente letti nei migliori circoli esoterici e da selezionati funzionari del Ministero degli Interni.
E allora si prosegue! E nel qui presente articolo, io, Irene Iaccio da Valmontone (non è vero, sono del Vomero 🙁 ), intervisterò un Galeazzo vestito di cachemire dalla testa ai piè per tutelare il suo anonimato, sui suoi rapporti con la massoneria e lo Stato italiano.
Voi poveracci continuate a leggere gli articoli della Caroli sui cibi pugliesi…

IRENE: senti Galeazzo, intanto grazie per l’onore di quest’intervista. E sappi fin d’ora che se per qualsiasi ragione vorrai passare sul mio corpo io sono pronta a immolarmi…

GALEAZZO: veniamo al puento, non ho tempo da perdere

IRENE: va beh … nella Parte 2 ci hai descritto una ipotetica caccia alla negrona, però diciamoci la verità fino in fondo: tu il cannibalismo l’hai praticato non soltanto per finalità individualistico-alimentari, ma anche istituzionalmente. Sbaglio?

GALEAZZO: no Irene, non sbagli. Nell’articolo io ho dato alcune dritte sulla predazione, che spero possano risultare utili ai lettori del Blog, ma è vero che in passato e forse tuttora … eh eh eh … ho messo il cannibalismo al servizio delle istituzioni, saltando a piè pari la fase della predazione, di cui si occupa ovviamente lo Stato con i suoi qualificatissimi apparati.

IRENE: Sii più esplicito, Galeà (e ribadisco che se vuoi passare sul mio corpo, saprò farmene una ragione)

GALEAZZO: allora, ci sono tre macro-categorie di cittadini che “spariscono”, e quando dico “spariscono” intendo che non ne deve restare alcuna traccia, né burocratica (ma questo non è affar nostro) né fisiologica (e qui interveniamo noi della Cooperativa Cannibali).

La prima categoria, che chiameremo dei cittadini scomodi, è fatta di persone che vengono prelevate dalle istituzioni in quanto oppositori del sistema. Vengono torturati affinché forniscano informazioni utili alle indagini, e poi uccisi, quando non muoiono direttamente durante le torture. A quel punto interveniamo noi cannibali istituzionali, ritirando i corpi degli oppositori, che poi distribuiamo tra i soci secondo criteri equo-paritari, una gamba a te, una mano a me, una chiappa pure a Gegè ….
Una sottocategoria è costituita dalle persone che in realtà non sono oppositori ma, generalmente gente di poco conto (prostitute, clochard etc…), vengono prelevate dalle strade per essere usate nelle esercitazioni delle scuole di tortura.
Ricordo con piacere le lezioni del Generale Troccoli alla Scuola Normale di Grugliasco, in cui veniva insegnata in corpore vili l’arte e la scienza della tortura.

La seconda categoria è costituita da persone che sono valorizzate dal settore medico-scientifico.
Anche qui, occorre distinguere due sotto-categorie: A) gli umani usati per le sperimentazioni dei nuovi farmaci o delle nuove terapie. Mica pensavi che le sperimentazioni si facciano sugli animali o sui vetrini di laboratorio? Uach uach uach … In tal caso, noi della Cooperativa Cannibali non c’entriamo, perché giammai ci ciberemmo di carni così contaminate. È il Ministero della Salute che gestisce l’intera filiera, dal prelievo allo smaltimento.
B) gli umani utilizzati per prelievi forzosi di organi. Spesso al momento della consegna l’umano espiantato è ancora vivo, e quindi dal sapore più verace, e preciso che trattasi quasi sempre di bimbi vispi e sanissimi che sarebbe un vero schiaffo alla miseria conferire nell’inceneritore ministeriale. Sapessi che battaglie per evitare questo spreco! Maledetta burocrazia!!!

La terza categoria è costituita dalle persone oggetto di riti satanico-massonici. Certo, in tal caso le primizie, i cd. feticci se li sono già pappati ‘loro’, però rimane ancora parecchia carne fresca, che noi della Cooperativa Cannibali ritiriamo con elvetica precisione e poi come detto distribuiamo tra i soci.

IRENE: ammapela Galeà, c’ho i brividi su ogni pelo della mia irsuta schiena ….

CONTINUA

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