Cannibalismo – Parte 2

Insomma, mettiamo che, dopo avere letto la Parte prima dell’articolo sul cannibalismo, Vi siate convinti e ora l’amore per il prossimo scaldi la Vostra animaccia.
E mettiamo pure che abbiate individuato il tipo di preda con cui sfamare il Vostro grande amore: una bella ragazza nigeriana dalle possenti cosce.
Che si fa?

Ecco a Voi una guida ‘step by step’, come direbbe Irene Iaccio (ISIS, bomba, terrorismo), per procurarsi carne fresca minimizzando i rischi della predazione.

Un breve disclaimer: nel cannibalismo predatorio eliminare totalmente i rischi è impossibile. A meno che non facciate parte di potentissime logge massoniche fiorentine, agirete infatti da soli, contro la legge, le forze dell’ordine, il senso comune e secolari pregiudizi.
Qui si parla di minimizzare i rischi. Chi vuole il rischio zero si dedichi alla pesca sportiva.

STEP 1
Prima di tutto, dovrete avere la ragionevole certezza che la girl non abbia permesso di soggiorno, in modo tale che la sua scomparsa non abbia strascichi burocratici come la immediata denuncia della sua scomparsa, che potrebbero sfociare in un’accusa di omicidio (in tal caso non perdete tempo e contattate immantinente la nostra Caterina, vetusta pellaccia del foro capitolino).
Dovrete dunque pescare in una zona in cui le professioniste del marciapiedi siano clandestine.

STEP 2
Individuata la ragazza, la difficoltà maggiore sta nel farla salire in auto senza che nessuno Vi noti. Anche qui occorre essere realistici. Con tutte le telecamere che distruggono la nostra privacy, la certezza della riservatezza è una pia illusione. Ci sono però alcuni piccoli ma utili stratagemmi che potrete attuare, come montare vetri oscurati e applicare sulla targa una pellicola, facilmente trovabile nel deep web, che impedisce a telecamere e autovelox di rilevarla.

STEP 3
Come terza cosa, dovrete consumare il rapporto sessuale. Ora che avete scoperto il cannibalismo, non diventate dei fanatici monomaniaci: la vita è gioia e va goduta, quindi bombatevi la bella nigeriana. Tanto più che il presente step copulatorio agevola il successivo Step 4.

STEP 4
Una volta consumato l’amplesso, dovrete iniettare alla preda un potente narcotico. Sì, lo so, così facendo la carne perde un po’ in genuinità ma è un passaggio indispensabile. E poi non fate i cretinetti pieni di sussiego, che fino all’altro giorno mangiavate i cadaveri di McDonald!

STEP 5
Come quinta cosa dovrete mettere la preda nella grande cella frigorifera che tutti noi cannibali abbiamo. Essa sarà ancora viva, sia pure narcotizzata, ma ci penserà la cella frigorifera (temperatura consigliata meno 20°) a impedire ogni risveglio.

STEP 6
Successivamente dovrete eliminare i vestiti della squinzia dalla pelle d’ebano. Fatelo il giorno dopo, quando ragionevolmente ancora nessuno si sarà preoccupato per la scomparsa. Impacchettateli per bene e caricateli in auto. Per scrupolo, caricate in auto anche altri rifiuti in modo che in caso di controllo da parte dei solerti difensori della Legge possiate agevolmente passare per un inquinatore anziché per un bieco assassino.
Conferite il tutto in una delle tante discariche abusive così frequenti in un Paese come il nostro, privo di coscienza civile.
E approfittatene per una bella gita in campagna. Natura, aria fresca e sole stuzzicheranno ulteriormente l’appetito e tornerete alla magione affamati come un lupo.

STEP 7
Dopo circa un paio di giorni farete a pezzi la preda (surgelata) con un machete ben affilato.
L’è un laurà dela Madona, come direbbe Irene Iaccio, ma è necessario.
Personalmente mangio solo i muscoli di gambe, chiappe e braccia. Pertanto taglierete queste parti e le separerete dal resto del corpo, che brucerete nella stufa a legno che certamente avrete.
Ricordate: stufa a legna (e relativi camini sempre ben tiranti), cella frigorifera e machete sono gli indispensabili strumenti di lavoro di un moderno cannibale.

A questo punto nel vostro freezer avrete due gambe e due braccia, null’altro. Pezzi di carne umana prelibata, che potrete poi all’uopo tagliare a tranci per gustose cotture alla griglia o al forno, o eventualmente anche per farci il brodo quando viene Natale.

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