Le 10 categorie di insulti su facebook con in calce ricetta contro i cyberbulli

Estate, la stagione che Esiodo descriveva nei suoi versi immortali:

Quando il cardo fiorisce e la cicala canora
stando sull’albero l’acuto suo canto riversa
fitto da sotto le ali, nella pesante stagione d’estate,
allora più grasse sono le capre, il vino è migliore,
le donne più ardenti, ma sono fiacchi gli uomini
perché Sirio brucia la testa e i ginocchi
e secco è il corpo per via della vampa”.

La stagione delle liti condominiali degenerate in delitto, la stagione delle liti su facebook degenerate in cancellazioni e bannamenti, trollate finto amichevoli e secche battute.

Per esempio, nel blog purtroppo  la linea editoriale  è di fatto dettata da persone con il carisma piú prepotente. Che non esitano ad infierire sui difetti fisici degli avversari, come da anni accade con Brunetta o con Berlusconi e non è un caso che il piu bravo in questo genere di attacchi sia Grillo, celebre la sua definizione di psiconano.
Purtroppo la critica, maleducata e feroce, è sempre vera. E non si può  fare torto ad un individuo di dire la veritá.

L’attacco insultante certo deve fare sentir meglio, ha uno scopo immagino terapeutico sia per l’autore che per il pubblico anche silente,  specie se diretto contro un debole (e la debolezza è solo mettere il proprio  nome cognome e faccia)  e specie se si riferisce all’aspetto fisico, che è un tasto molto delicato E lo dico da donna di mezza etá.
Ma non c’è problema. Per me,  ad esempio,  un insulto esplicito è in tutto equivalente, ai mille impliciti ed eleganti che ho subito da quando ho iniziato a comunicare sui social.
Anzi stilo una classifica giacchè ci sono:

  1. Insulto esplicito elegante: il sempre classico cretina, stupida, sciocca. È forse quello piú difficile da incassare, ma che richiede un certo coraggio per esser lanciato anche perchè in astratto è  passibile di querela per ingiuria.
  2. Insulto esplicito volgare e qua andate pure  di fantasia, di solito promana o da persone di basso livello socio culturale o da persone di livello culturale piu elevato quando vogliono dare l’idea di parlar fuori dai denti o di voler essere uno del popolo che dice pane pane vino vino e si è liberato dei cascami borghesi della continenza verbale. Spesso con nomi finti.  Qui giova la famosa canzone di Graziani, che ben descrive il personaggio/personaggia “e poi le parolacce che ti lasci scappare che servono a condire il tuo discorso di autore come bava di lumaca stanno lí a dimostrare che è vero è vero non si può migliorare col tuo schifo di educazione, col tuo schifo di educazione”.
  3. L’insulto mascherato ai conoscenti con cui non si vuol rompere  il rapporto: infatti i conoscenti li puoi benissimo insultare,  ma, come si fa quando si sparla degli amici  (avendo l’aria di dirgli le cose in faccia quando in realtà sono km e km lontani), occorre ostentare una disinvolta ironia ed   irriverenza, grazie alle quali raggiungerete due obbiettivi:  veicolare l’insulto coram populi, e, cosa  più importante, se la vittima  si offende, potrete sempre dire che non capisce lo scherzo.
  4. Insulto mascherato al conoscente  quando  si vuol far chiaramente emergere il fastidio quasi fisico che si prova a leggerne le esternazioni: in questo caso, o si fa un post ad hoc generico dove si parla di persone che non si sopportano per il motivo x (e qui parte la descrizione esatta della persona/bersaglio) o se si è fortunati,  non appena il malcapitato esterna un’autocritica o scrive un post che offre lo spunto, ci si fionda a commentare con un commentino ironico e denso di “less is more”. Attenzione questa tecnica funziona solo se  non si commentano MAI le supposte trombonate della vittima. Solo cosí emergerá il senso effettivo della serie “l’hai capito finalmente, O deficiente, che non se ne poteva piú delle tue cazzate!” Etc.
  5. Insulto acculturato incorporato a controdomanda “non ti sembra eccessivo?” Etc 
  6. Insulto lanciato e revocato subito. Ti appare la notifica e poi il commento è sparito. In quel caso non si tratta di ripensamento, ma semplicemente il soggetto insultante non vuole darvi importanza,  perché anche il commento per alcune persone è un onore che s riserva a pochi (v. N. 10). 
  7. Insulto scherzoso e sarcastico. E qui stiamo al bullismo da scuola superiore. Gente immatura e spesso perfida. se hanno più di 16 anni è roba da psicologo.
  8. Insulto misogino. Questo è un modo di essere. Cioè ogni cosa che dice una donna è di per sè una cazzata. Massime se si tratta di considerazioni latu sensu femministe. Lí parte  proprio il branco che sbrana!! Spesso anche col supporto di donne che vogliono scrostarsi la sfiga di esseri inferiori e quindi plaudono anch’esse pensando così di elevarsi agli occhi​ del misogino di turno.
  9. Il mi piace messo agli insulti da 1a 8. È sostanzialmente un “ci metto la firma” e non mi sfastidio, e non voglo sbilanciarmi piu di tanto.
  10. Infine la madre di tutti gli insulti: la funzione “disattiva le notifiche”.

Per l’estate torrida e cittadina, cari i miei pitbull e care le mie vergini cucce delle grazie alunne, eccovi una ricetta nutriente dietetica appetitosa e vegana che vi fará mantenere la calma insulinica di fronte al cyberbullismo.

Caserecce di ceci alla zucca

Ridurre la zucca in dadini.rosolare a fuoco dolce zucca, con sedano e cipolla tritati e un pezzo di peperoncino. Regolare di sale.
Lasciar ammorbidire la zucca. Aggiungere prezzemolo. Mescolare con la pasta proteica di ceci nel frattempo portata a cottura. Sazia, nutre, tiene la calma insulinica. Non ingrassa e soddisfa.

Buona vita!!

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *