Il collo di Galeazzo (articolo di Caterina, la calda e preparata avvocatessa)

Chi, come me, ha visto e tastato dal vivo la fenomenale possanza fisica di Galeazzo è rimasto senza dubbio impressionato dai deltoidi e dai muscoli del collo di Galeazzo, densi e definiti oltre l’immaginabile.
Eppure il Nostro Eroe è sempre stato timido, quasi ritroso a parlarci dei suoi metodi di allenamento. Non importa, ci sono qui io, Caterina la calda avvocatessa, che, in quanto sua convivente quasi more uxorio, ne ho carpito i segreti.

Galeazzuccio nostro, citando Bruce Lee, dice sempre che «Se un uomo ha un collo forte, è probabilmente un uomo potente e sarà difficile da mettere al tappeto».
Uno degli esercizi che ritiene fondamentale per costruire un collo forte, sano e flessibile è il “ponte“, esercizio ben conosciuto nella ginnastica a corpo libero, nella lotta greco-romana nonché dai circensi.
In pratica consiste nello sdraiarsi supini (cioè con la schiena a terra), possibilmente su un materassino. A quel punto si inarca la schiena avvicinando i piedi alla testa, fino a che l’intero peso del corpo poggerà su testa e piedi, senza altre parti del corpo che tocchino terra, salvo – nelle versioni più facili – l’aiuto delle mani.
Insomma, il vostro corpo disegnerà un arco ideale che sprigionerà tutto il vostro chi e il cui mantenimento per una durata via via maggiore determinerà un progressivo, ineluttabile e massiccio rafforzamento dei muscoli del collo, dei romboidi e del trapezio, nonché degli erettori spinali, dei glutei, dei femorali e dei flessori dell’anca.
Naturalmente, oltre a rafforzare i suddetti muscoli, il “ponte” aumenta la flessibilità delle spalle e del torace.
Insomma, è un esercizio completo, che oserei definire come la “arma segreta” di Galeazzo.

Wrestler bridge

Avvertenze multiple:
Avvertenza nr 1: Sì, lo so, l’esercizio può essere pericoloso, se non svolto prudentemente e gradualmente, nonché sconsigliato per tutti coloro con ernie o protrusioni (l’estensione della schiena potrebbe “pinzare” posteriormente il nucleo polposo del disco vertebrale), ma Voi lettori del Blog avete una marcia in più, fisicamente e psicologicamente. Quindi, avvertenza sì ma non perché vi si ritenga dei dementi ma solo per arrivare di slancio alle 330 parole! Op op op

Avvertenza nr 2: Chi pensasse o, ancor peggio, dicesse in giro che il presente articolo è solo uno stiracchiato pezzullo per coprire la crisi di ispirazione di Galeazzo nel portare a termine la Serie Manhattan, riceverà immantinente una querela da me medesima, Caterina la calda e preparata avvocatessa del foro romano.

Avvertenza nr 3: Ora non rompetemi le bòlas oltre misura! Vado a mangiarmi un bel piatto di funghi, cucinatimi da un caro amico di cui preferisco non fare il nome per ragioni di privacy. Stay tuned cujunàs!

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *