Coronavirus e Partito Democratico. Andrà tutto bene (articolo di Irene Iaccio)

Nicola Zingaretti, Luca Lotti, Anna Ascani, Chiara Gribaudo, insomma la parte migliore del Partito Democratico, che è a sua volta la parte migliore del Paese, sono in trincea contro il Coronavirus, il terribile morbo cinese americano che sta mettendo a dura prova i nostri eroici medici, infermieri e letti ospedalieri.
E come capita a chi è in trincea, sono stati feriti. Il Coronavirus ha penetrato le loro difese immunitarie, robustissime eppure forse troppo democratiche e generose nell’accoglienza di entità esterne.
Un giorno capiremo perché detto virus abbia osato sfidare il Sistema Sanitario Nazionale, ovverosia il miglior sistema sanitario del mondo, con la pressoché totale certezza di uscirne sconfitto. Forse è un virus masochista? Forse è opera dei liberisti, preoccupati di occultare al mondo un sistema sanitario pubblico indubitabilmente migliore e più efficiente dei loro accrocchi assoggettati ai voleri delle multinazionali farmaceutiche ?
È inutile, al momento, attardarsi su tali ipotesi, pur lucide e realistiche.
Merita invece tornare a concentrare l’attenzione sui predetti quattro eroi democratici.
Occorre la massima concentrazione. State pensando intensamente ai quattro? Bene. Adesso uscite sul balcone di casa e urlate a tutti polmoni (ammesso che non siano già stati corrosi dal Coronavirus): andrà tutto bene, ANDRÀ TUTTO BENE, andrà tutto bene. Ciaooooooone.

Espletate le dovute formalità, passiamo allo spazio culturale, con un ampia citazione da 1984, romanzo distopico del Signor George Orwell:

Ciò che ora stava per fare era iniziare un diario, un atto non illegale di per sé (nulla era illegale, dal momento che non esistevano più leggi), ma si poteva ragionevolmente presumere che, se lo avessero scoperto, l’avrebbero punito con la morte o, nella migliore delle ipotesi, con venticinque anni di lavori forzati.
[…]
Erano settimane che si preparava a questo momento, e aveva sempre pensato che ci volesse solo del coraggio. L’atto della scrittura sarebbe stato facile. Non avrebbe dovuto fare altro che riportare sulla carta quel monologo diuturno e inquieto che da anni, letteralmente, gli scorreva nella mente. Ora, però, anch’esso si era prosciugato.

Ma non preoccupiamoci inutilmente, cari amici lettori: fino a che al Governo avremo il grande Giuseppi Conte tutto andrà a gonfie vele, non avverrà alcuna deriva renzian-autoritaria, le libertà costituzionali saranno preservate e scintilleranno al Sole di una ritrovata coesione sociale, e dunque le preoccupazioni di tale Orwell saranno da ritenersi allarmistiche fandonie.
Ora, anzi, lo segnalo al Ministro degli interni per violazione delle regole di pacifica convivenza, così si becca l’ergastolo… ecco qua, sto componendo il numero a pagamento per la segnalazione degli eversori… DRIN DRIN DRIIIIIIN

Ministero: Chi è che rompe li cojomberi?

Irene: Uei Caterina, cosa ci fai al Ministero?

Ministero: Hanno finalmente premiato la mia professionalità. Ora dimmi tutto, cara Irene Iaccio, Codice Fiscale CCIRNI84H57F839Z, residente a Milano, Via Ernesto Reinach nr. 9.

Irene: No, niente, volevo denunciare un certo George Orwell, ma forse è meglio se ne leggo ancora qualche pagina…

Anna Ascani lotta contro il Coronavirus

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