Così non va. Manca la continuity … e il Festa Scrittore è ancora in gabbia.

Premessa di Galeazzo.
Irene sbuffava come un bufalo, le sue pupille erano dilatate e il labbro superiore era coperto da una patina di sudore.
Quando è in quelle condizioni, il suo toy boy Cagol, al secolo Andrea Righi, si dilegua alla velocità della luce e prende alloggio in una pensioncina in via Paolo Sarpi gestita da una maîtresse cinese, in attesa che la buriana passi.
Ma io non sono un codardo e, pur non ammettendo alcuna delle dure accuse che Irene mi farà nel prosieguo dell’articolo, invoco l’attenuante della preoccupazione per le condizioni dell’amico di mille e una battaglie antirosicruciane, Massimo Festa Scrittore. Un eroe nella lotta alla mafioneria di Stato, attualmente e ormai da alcuni mesi rinchiuso alla REMS di Pontecorvo (Frosinone).


La REMS, per chi non lo sapesse, è il nuovo, gentile e poco appariscente acronimo per Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza, insomma i vecchi Ospedali Psichiatrici Giudiziari formalmente aboliti dalla Legge che li ha sostituiti con le predette REMS (Legge 81/2014).
Sì, cari amici del Blog di Irene Iaccio, stiamo parlando dei manicomi criminali, in cui lo Stato mette i delinquenti più pericolosi al fine di proteggere noi onesti cittadini. Grazie Stato! La società ha bisogno di essere protetta dai pericolosissimi Massimi Festa in circolazione.

I presupposti giuridici per essere ingabbiati in una REMS sono i seguenti (leggete attentamente, fessacchiotti benpensanti che pensate che queste cose capitino sempre agli altri):
1) avere commesso un reato. Nel caso del Festa Scrittore, il terribile reato commesso è la resistenza a pubblico ufficiale. Brrrr che pericolosità.
Ah badate bene che il soggiorno alla REMS non sostituisce ma si aggiunge alla pena detentiva e può avere una durata fino al massimo edittale della pena prevista per il reato di cui si è accusati.
In altre parole, prima vi “curate” nella REMS, poi quando tornate capaci di intendere e di volere (vedi Punto 2)) scontate pure la pena. Oh jeahhhh
2) l’infermità del mentale del reo.
3) la sua pericolosità sociale … e cazzo di bue se era pericoloso il Festa Scrittore! Lo dimostra il suo libro sulla Mafioneria di Stato. E lo era ancora di più, socialmente pericoloso, ora che aveva scoperto il doppiogiochismo dei grillini!
4) che non vi sia altra misura non detentiva (ad esempio, la libertà vigilata presso le proprie famiglie o presso comunità terapeutiche) compatibile con la magica combo di infermità mentale & pericolosità sociale.

Oggi Massimo attende il giudizio del riesame sulla sua pericolosità sociale, che il giudice ha comodamente fissato per luglio. Signor giudice, Lei venga quando vuole. Più ci farà aspettare, più sarà bello uscire.

Massimo, te lo prometto: uscirai da quella maledetta gabbia a testa alta! Caterina, la calda e preparata avvocatessa, è già al lavoro!


E adesso leggiamo con la massima attenzione cosa deve dirci Irene!

Messaggio minatorio di Irene Iaccio.
Non me ne frega un cazzo del Festa, che tra l’altro insinuava sempre che io fossi un’agente di Teletromb Italia attiva nella profilazione degli utenti e nella somministrazione di MK Ultra ai malcapitati clienti.
Io sono preoccupata per la continuity del Blog: Galeazzo è latitante, in stato di arresto o morto bollito e disossato?!??!
Il Nostro ci ha narrato del suo stato di latitanza in questi articoli, che certamente ricorderete ma che Vi linko, caso mai vogliate regalarci, cari amichetti lettori, qualche ulteriore visualizzazione: qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, e qui.
Poi, qui ci diceva che stava per consegnarsi alle forze dell’ordine e qui che era già al gabbio, in cella con quel mona del Pinza. Cosa che confermava anche in questo mitico pezzo di giornalismo investigativo.
Infine, nel drammatico articolo in cui si narra la sua bollitura e disossazione, si dice che al momento della morte era in stato di latitanza.
E adesse me lo ritrovo vivo e carico come una molla che scrive il preambolo al mio cazziatone!

Seconda cosa, quando cazzo la pubblica la ricetta sui broccoli che diceva di avere quasi completato?!?!

Terza e ultima cosa: a Galeà, pensi che ce lo siamo dimenticato che devi ancora scrivere gli articoli sui temi ancora aperti e oggetto di vivo dibattito, da te elencati nel primo articolo del 2018? (Per la verità, sul Tandoori Galeazzo hai già adempiuto … popi popi)

Chiosa di Galeazzo.
Ma va in mona!

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