Cotoletta di dinosauro

È scientificamente provato, cari amici lettori del Blog di Irene Iaccio: l’Uomo si è evoluto senza vaccini, cacciando i grandi ruminanti e, nei periodi di scarsità, cibandosi di insetti e piccoli rettili. Il tutto, naturalmente, senza mai dimenticare un certo apporto di radici, frutta fresca, verzure varie e talora un po’ di tuberi.

Ecco dunque che i dinosauri possono occupare un ruolo importante in un’alimentazione sana, varia ed equilibrata.

Ma dove sono i dinosauri, vi starete chiedendo. Cazzo di bue, dove lo trovo il dinosauro da cucinare al mio Ughetto?  Eh, solo voi ricchi del PD potete permettervi la carne di dinosauro … Mi sembra di sentirvi, maledetti disfattisti debosciati. Vi manca la volontà, la cultura, lo spirito di osservazione. Non vi va mai bene nulla, quando il più delle volte avete la soluzione sotto il naso e la rifiutate per una questione di mero nominalismo.

In realtà i dinosauri non si sono estinti, mica crederete alla favoletta del mega-meteorite propalata da quel massone ottuagenario di Piero Angela??? Uach uach uach!!! I dinosauri sono tra noi, si sono solo adattati alla vita moderna e, per sconfiggerne il logorio, oltre a un goccetto di Cynar prima di coricarsi tra le braccia di Morfeo, hanno pensato bene di evolversi in uccelli pennuti.

Con costanza, senza strafare, molta determinazione ce l’hanno fatta. Ce lo dice la Scienza, leggete qua, stronzi!

la “traiettoria evolutiva” che ha portato dai dinosauri agli uccelli è stata il fatto che i primi sono diventati costantemente più piccoli, fino a diventare veloci e alati.

La diminuzione delle dimensioni è stata un fenomeno continuo (in altre linee evolutive le specie aumentano e diminuiscono le dimensioni col passare del tempo, senza una tendenza precisa) ma anche molto, molto veloce. I dinosauri antenati degli uccelli, i cosiddetti tetanuri, pesavano all’inizio circa 160 chili: alla fine del percorso evolutivo Archaeopteryx, che molti considerano uno dei primi uccelli, pesava solo 0,8 chilogrammi; da allora gli uccelli hanno cambiato relativamente poco le loro dimensioni.

Insomma, una cotoletta di pollo è, sostanzialmente, una cotoletta di dinosauro, e dunque integra i requisiti di una dieta selvaggia e mirabolante, come piace a noi renziani.

Quindi non azzardatevi a dire che ho fatto un titolo clickbait, perché sarei costretto a querelarVi, cari amici lettori del Blog di Irene Iaccio. E come ben sapete, io mi avvalgo dei servigi giuridici e non solo giuridici … eh eh eh … di Caterina, la caldissima avvocatessa romana di cui Vi ho ampiamente parlato in questo, questo, questo e anche in questo articolo.

Ah sì, certo, adesso volete la ricetta. Col cazzo che ve la do! È un segreto di mia moglie Eulalia. Accontentatevi di questa foto, una padella piena di mini-cotolette di poll … ehm dinosauro, che Eulalia mi ha preparato l’altra sera prima di andare a teatro con le sue amiche.

E mentre quella cretina si sollazzava a teatro, io nutrivo l’Uomo primitivo che alloggia in me.

Ora scusatemi, devo andare ad arrostire un capro, in sacrificio ad Atena dallo sguardo scintillante, dea della saggezza, della guerra giusta e della strategia, dello sforzo eroico, dell’artigianato e della ragione.

Siamo l’Italia migliore di sempre.

 

Dinosauro panato, a fettine sottili.

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