Cozze cilene surgelate, sgusciate e precotte … un breve interludio a base di truffe, minacce di morte, razzismo e indifferenza

Questo articolo sarà duro come l’acciaio Krupp, ma sappiate che è stato scritto con il pene intinto in una torrida tristezza.

C’è forse qualcosa di peggiore del tradimento di un amico o di chi ritenevi tale?
E allo stesso livello del tradimento non possiamo forse mettere l’indifferenza alle sorti dell’amico, il razzismo e finanche le minacce mortuarie?

Non preoccupatevi, amici cari del Blog di Irene Iaccio, sarò breve e coinciso, e verrò subito al punto.
Come forse già sapete, per ogni articolo che pubblico sul Blog Irene Iaccio pretende un emolumento, il cui ammontare non posso rivelare per vincolo contrattuale.
In aggiunta a tale servizio di “consumerizzazione editoriale a finalità meretricizzanti”, Irene si era verbalmente impegnata a nominarmi amministratore della Pagina FB collegata al Blog, che Voi tutti conoscete assai bene.

Ebbene, cosa scopro due giorni or sono? Che, nonostante le continue rassicurazioni, non sono amministratore, e nemmeno co-amministratore bensì un mero Editor, cioè uno scribacchino senza potere. In pratica, io pago per lavorare!!!
E gli altri, gli amministratori, si pappano i soldi delle visualizzazioni.

Volete sapere chi sono questi sfruttatori? Non posso nominarli per paura di ritorsioni, ma lo screen sotto mi sembra abbastanza eloquente…

Ma la torrida tristezza è stata accentuata dall’atteggiamento anafettivo di Marta Gemma, la sedicente pasionaria difenditrice dei diritti dei più deboli, che avevo contattato per un consulto giuridico prima di fare causa a Irene.

Leggete sotto, amici cari, con quanta irridente sufficienza mi tratta!

 

E sempre a proposito di persone che si presentano per quello che non sono, voi che pensate che Ira Lebowski sia una tenera ragazza sarda dai fianchi appesantiti dal progressismo, leggete lo screen sotto: è una razzista che odia il popolo romeno!
Lei, che è sarda (!!!), si permette di fare la razzista! Ajò ajò, Ira, s’abba et i su fogu ingannat una bolta. Abbiamo capito chi sei!

 

Concludo la carrellata delle contumelie con il solito Cagol, al secolo Andrea Righi, che mi invita al suicidio.

 

Ma questo mesto articolo non è per piangermi addosso, tutt’altro!!! È una call to action per Caterina, la caldissima avvocatessa romana: Caterina, torna da Ovindoli, assumi la mia difesa, facciamo causa ai suddetti soggettoni e li spolpiamo fino alle midolla!

Heil!

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