Cultura (Primo Levi), cultura (Simon Levi Sullam) e ancora cultura (Topolino)!

Articolo di Irene Iaccio

Dopo il terribile e inaspettato addio di Galeazzo, annunciato da egli medesimo nel precedente articolo (cui potete accedere cliccando qui), il Blog deve andare avanti. Senza Galeazzo. È dura, lo so, ma solo una cosa può salvarci: la cultura.
Andiamo dunque a saccheggiare le seguenti opere letterarie, di cui vi proporremo, tra poche righe, succinti ma altresì succulenti stralci.
Un’unica precisazione prima di gettarci nelle citazioni: non vi indicheremo, cari lettori, né il numero di pagina né l’edizione dell’opera, queste sono cose “alla Galeazzo” che finiscono per appesantire inutilmente l’articolo. Non siamo più nell’era galeazziana, per fortuna.

E adesso a bomba con le citazioni!
1) Primo Levi, Se questo è un uomo: «Non so chi sia il mio vicino; non sono neppure sicuro che sia sempre la stessa persona, perché non l’ho mai visto in viso se non per qualche attimo nel tumulto della sveglia, in modo che molto meglio del suo viso conosco il suo dorso e i suoi piedi. Non lavora nel mio Kommando e viene in cuccetta solo al momento del silenzio; si avvoltola nella coperta, mi spinge da parte con un colpo delle anche ossute, mi volge il dorso e comincia subito a russare».
2) Simon Levi Sullam, I carnefici italiani: «Nella notte fra il 3 e il 4 febbraio 1944, sotto la guida di Pietro Koch, con l’accordo e il sostegno del questore Pietro Caruso, venne dato l’assalto alla basilica di San Paolo a roma. Si trattò di un evento in cui la polizia italiana agì nuovamente da protagonista, questa volta però con il concorso di elementi fascisti inquadrati nelle sue file: in questo caso, anzi, i fascisti ebbero funzioni di comando delle operazioni».
3) Topolino nr. 3336 del 30 ottobre 2019: «Auto? Metro? Tram? Monopattino? Questa volta non parliamo del miglior mezzo di trasporto da preferire all’ora di punta e neppure di “vacanze intelligenti”, ma di quel ramo di studi che si occupa di come spostare grandi masse di materiale con il minor dispendio di energia. Ce lo spiega un esperto in materia: Alessio Figalli, insignito del più importante riconoscimento internazionale nell’ambito della matematica, la medaglia Fields».

Eccoci qua, con queste tre belle citazioni che meritano un’attenta lettura il nostro primo articolo dell’era postgaleazzonica può dirsi concluso.

Ora io, Irene Iaccio da Castel Volturno, vado a coricarmi un’oretta, benché un pensiero mi assilli: non ha senso chiedere proposte a un movimento di protesta. Raccogliere la protesta e trasformarla in proposta toccherebbe alla politica, ma campa cavallo. Maledetta politica, perché non trasformi in proposta la legittima protesta del movimento delle Sardine?!?!!?

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