Cuore di bove, stasera alle nove

Questa ricetta, me lo sento, piacerà soltanto a una parte del pubblico maschile, perché è un piatto virile, financo animico e rituale: si mangia il cuore di un animale totemico quale è il toro, e questa non è cosa adatta alle persone “””sensibili””” che oggidì abbondano come le bufale grilline sul ueb.

Ma bando alle ciance e andiamo al sodo.

Recatevi con passo spedito dal vostro macellaio di fiducia, salutatelo come se foste amici ma al contempo con il movimento delle sopracciglia fategli capire che voi avete gli schei e lui ne ha estremo bisogno…

Per due persone (in questo caso, io e la mia amica Annarita, ma non dite niente a Caterina … eh eh eh) prendete 500 grammi di cuore di bovino adulto, ma – e qui starà la vostra astuzia renziana – fatevelo sgrassare e tagliare a strisce sottili. Di fatto resteranno poco più di 300 grammi, se il cuore bovinico era un po’ grassoccio.

Qualora l’amico macellaio dovesse opporsi alla vostra gentile richiesta di taglio e sgrassatura, esplicitate la vostra condizione di superiorità economica. Ricordate, l’educazione non capovolge i rapporti di forza!

Arrivati a casa, mettete il cuore in una zuppiera, cospargetelo di prezzemolo, olio extravergine di oliva e un paio di spicchi di aglio fresco finemente tritati.

Lasciate riposare e impregnare per due ore.

Dopo di che prendete una padella antiaderente, posatela sulla fidata piastra ad induzione, e portatela a temperatura. Ora svuotate la zuppiera nella padella, mescolando di tanto in tanto e mettendo 2-3 pizzichi di sale iposodico iodato.

Il tempo di cottura è circa 10 minuti, benché dipenda dallo spessore delle fettine e dalla ampiezza della padella.

Lunga vita ai tori!

Toro Irene Iaccio

 

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