Fiori di filetti di nasello, per nutrire il felino che è nella vostra borsetta!

La relazione con Caterina, la calda avvocatessa romana di cui vi ho parlato in precedenza, procede a gonfie vele, e qualche giorno fa si è arricchita di un simpatico episodio, allorquando, rientrando nella mia garconniere dopo avere riaccompagnato Caterina nel suo tugurio vedo sul divano la sua borsetta, che poi in realtà è una busta della spesa su cui Caterina ha applicato dei post-it con frasi motivazionali di Michele Zarrillo …

“Quella cretina deficiente imbecille si è dimenticata la borsetta e adesso mi tocca riportargliela, cazzo di bue infilato in un termosifone rovente!” pensavo furente, quando sentii provenire dalla sopra menzionata borsetta come uno squittio di un topo di fogna, insistente, fastidioso, insinuante.

E poi, ecco spuntarono le zampette di Ira Lebowski!

“Uei Ira, cusa lè che te fat nella burséta della Cate?”

“Sai, Caterina mi usa come animale da compagnia, dice che la vita è così, c’è chi è gatta e c’è chi è sorcia …”

“Anvedi Caterina … Ma io ti tratterò come una gatta! Non accetto certe discriminazioni, e ti cucinerò un pranzo da autentico felino!”

Con un sol passo ero già sopra i fidati fornelli ad induzione, dai quali proveniva una strana, ritmata melodia che faceva

Fio-ri di filetto di nasel-lo

Fio-ri di filetto di merluz-zo

Fio-ri di filetto di plates-sa

L’ispirazione era arrivata, e nel frigo avevo una confezione di filetti di nasello già porzionati, marca Mare Fresco, che è un marchio Nestlè. E per fortuna che ci sono cotali multinazionali che ci forniscono ad un prezzo abbordabile sublimi tranci di Merluccius capensis e Merluccius paradoxus pescati nell’Atlantico sud-orientale con il metodo delle reti da traino, degli ami e dei palangari. Insomma, economicità, bontà, nutrientezza e biosostenibilità del pasto sono salve anche stavolta! Grazie Nestlè, olè olè olè olèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè

Colmo di gratitudine per l’amata multinazionale, misi 4 filetti di nasello per un totale di 400 grammi al netto della glassatura, ancora congelati, nella fidata padella antiaderente, senza nemmeno un filo d’olio. Essendo congelati, i teneri e pregiati filettini, scelti e confezionati ad uno ad uno dalla mitica Nestlè, rilasciano infatti quel po’ d’acqua sufficiente a non farli “bruciare” e attaccare al fondo della padella.

Durante la cottura, girateli di volta in volta su uno dei lati. Alcuni artisti riescono a far stare il parallelepipedo costituito dal filetto di nasello anche sui lati brevi, ma non voglio chiedere troppo alle vostre capacità … siamo pur sempre nel blog di Irene Iaccio.

Verso fine cottura (la cottura impiega circa un quarto d’ora), quando l’intero filetto è cotto anche all’interno, e all’esterno si è formata una leggera crosticina dorata, potete aggiungere un filo d’olio extravergine della migliore qualità e macinare sopra una mixture di spezie, quali pepe nero, peperoncino e curcuma.

Come avrete notato, la ricetta non prevede l’uso di sale, essendo il pesce di mare già sufficientemente sapido di suo.

Bene, è ora di sfamare la piccola Ira …

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