Galeazzo’s Ninja Warrior Sfida – Articolo nr. 2 (ne mancano ancora 13)

Articolo di Galeazzo
Sono preoccupato, teso come come una corda di violino sospesa tra l’animale e il superuomo.
Parliamoci chiaro, il Medio Oriente è ancora il fulcro del mondo. I sovranisti dicono che è perché Iran e Siria rappresentano le ultime difese contro il turbocapitalismo mondialista.
I più pii dicono che è perché qui hanno avuto origine le religioni monoteiste.
Infine, gli archeologi, capitanati da una Ira Lesboschi ormai priva di freni inibitori, affermano che l’importanza del Medio Oriente derivi dal fatto che gli elohim abbiano … Uei un attimo … scusatemi ma sto scrivendo da una tavola calda … sì, cameriere, mi porti una grappa e un paio di etti di Culatello di Zibello tagliato sottile accompagnato da un’altra grappa.

Come dice? Il culatello di Zibello è un’ invenzione dei socialdemocratici della corrente filostatunitense, ma in realtà è una volgare soppressa vicentina?
Le confesso che lo ignoravo e la cosa mi sorprende assai. Vista la Sua preparazione, lascio a Lei la scelta, mi porti quel cazzo che vuole.

Commento di Caterina, la caldissima e preparatissima avvocatessa di Roma Nord, al solo fine di raggiungere le 400 parole
È sempre difficile capire dove finisca la legittima esaltazione dei cibi e sapori locali e dove inizi la truffa. Gli antichi pretori romani, non a caso, distinguevano tra il dolus bonus, consentito, consistente in una bonaria esagerazione delle qualità del prodotto, e il dolus malus, il vero e proprio inganno idoneo a incidere e alterare la volontà del contraente.
E allora torniamo, per un attimo, giusto soltanto per arrivare alle 400 parole tanto agognate da Galeazzo (ora siamo a 267…), al Culatello di Zibello che il Nostro voleva ordinare alla misera tavola calda in cui desinava.
Esso è un salume a denominazione di origine protetta tipico della provincia di Parma, prodotto a partire dalla coscia di maiale insaccata nella vescica del maiale stesso.
Come riporta la prezzolata pagina di Wikipedia, «Il Consorzio del Culatello di Zibello ha stabilito che la lavorazione può avvenire solo in una determinata e circoscritta zona ed esclusivamente nel periodo tra ottobre e febbraio, quando la Bassa è avvolta dalla nebbia e dal freddo. È in quel periodo che la parte di carne ricavata dalla coscia dei suini adulti, allevati secondo metodi tradizionali, viene decotennata, sgrassata, disossata, separata dal fiocchetto e rifilata a mano, così da conferirle la caratteristica forma “a pera”.
A queste operazioni seguiranno poi, dopo circa una decina di giorni, la salatura e la cosiddetta investitura, cioè l’insaccamento del salume nella vescica del suino e la legatura con lo spago che, dopo la stagionatura, dovrà risultare a maglie larghe e irregolari. La stagionatura in cantina accompagna il Culatello dalle nebbie invernali all’afa estiva, per arrivare sulle nostre tavole l’inverno successivo nel pieno delle sue più originali qualità di sapore.
Il periodo di stagionatura è da un minimo di 10 mesi per le pezzature inferiori (almeno 3 kg) fino ad una media di 14 mesi per tutti i pezzi. La produzione annua è di circa 50.000 pezzi di Culatello di Zibello DOP
».
È buono? Non è buono? Ma che cazzo me ne frega, io non l’ho mai assaggiato e mai lo mangerò. Sono di Roma Nord e mangio solo caviale del Tevere, cicoria di campo e banane biologiche.

Chiosa di Irene Iaccio, CEO del Blog e dell’omonima Pagina FB
Pochi tra Voi amatissimi lettori se ne accorgono ma negli articoli di Galeazzo c’è sempre uno spazio per la cucina e per le nostre eccellenze italiche. Io, purtroppo, il Culatello di Zibello non me lo posso permettere. Devo mantenere quel mona del Righi, io!

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