Galeazzo’s Ninja Warrior Sfida – Articolo nr. 6 (ne mancano ancora 9)

Con la pancia ricolma di soddisfazione per avere, nell’ordine:
A) degustato una splendida insalata di erbe di campo con gamberi di fiume e noci della California
B) fatto la piacevole conoscenza di un cameriere dal cranio perfettamente dolicocefalo
C) difeso la mia dignità di uomo, facendo licenziare il suddetto con una recensione fake su Tripadvisor, allorquando lo stronzo mi aveva mancato di rispetto,

fatte tutte queste cose (se non le ricordate, potete accedere magicamente alla precedente puntata della Galeazzo’s Ninja Warrior Sfida semplicemente con un click), nel tornare a casa già pregustavo una maratona di televendite del grande Giorgio Mastrota, quand’ecco che, appena varcata la soglia della mia umile dimora, trovo sul letto la testa mozzata di Sergio Marchionne.

Io sono un uomo di mondo e seguendo i telegiornali degli ultimi giorni avevo capito che il povero Sergio aveva già da tempo abbandonato questa valle di lacrime convenzionalmente chiamata “vita sul pianeta Terra”.

Dovete infatti sapere, cari fessacchiotti che leggete il Blog di Irene Iaccio, che la data di morte dei potenti viene sempre prudenzialmente posticipata di alcuni giorni per consentire a chi di dovere di far “firmare” gli ultimi documenti al defunto. Sapete, quelle cosucce come sistemare il patrimonio nei paradisi fiscali, dare disposizioni alle fiduciarie, redigere nuovi testamenti …

Ma non divaghiamo, i poteri forti avevano deciso, forse per mettere alla prova la mia fedeltà, di farmi trovare sul letto la testa mozzata di un Sergio Marchionne che per le cronache giornalistiche non era ancora morto ma soltanto gravemente malato a causa delle impreviste complicazioni di un’operazione alla spalla.

E ora, pensavo, cosa me ne faccio di questa testa? Semplice, la porto immantinente al grande Marco Balestri, noto alle cronache come autore e conduttore televisivo, ma che negli ultimi anni ha trasformato il suo hobby di rimpicciolire e mummificare le teste dei vip in una professione lucrosa e socialmente utile.

Marco si mette subito all’opera e in pochi minuti di lavoro con scalpello, sega e cacciavite, la testa di Marchionne viene ridotta in scala 1 a 4. Solo il naso rimane delle dimensioni originali poiché contiene il congegno metallico che Marchionne si era fatto innestare per impedire che l’odore di operaio raggiungesse le sue narici.

Che dire? Tutto è bene quel che finisce bene. È ora scusatemi, vado a spolverare la testa di Sergio, che ho religiosamente deposto nel mio umile reliquiario, accanto a quella di Fabrizio Frizzi e Clay Regazzoni. Non ci crederete ma Marchionne ha la forfora pure da morto!

Disclaimer di Irene Iaccio
Cari amici lettori, ho provato con ogni mezzo a non far pubblicare questo orrido e sconcio articolo, ma Galeazzo è un acher e in queste cose è inarrestabile, unstoppable come diciamo noi a Milano. Io comunque mi dissocio e ora vado alla più vicina Procura della repubblica per sporgere querela!

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