Ira Lesboschi, non è tutto cioccolato quello che appare

Introduzione di Irene Iaccio, CEO del Blog e della Pagina FB Tuttounmagnamagna
La situèscion è grave. Al Blog è arrivata una missiva anonima, speditaci da Grugliasco, che svela alcuni aspetti di Ira Lesboschi, che, a quanto pare, il Defecatore avrebbe omesso di riportare nella sua celebre intervista.

Lettera anonima di Antonella, casalinga disoccupata di Grugliasco, ma originaria di San Giorgio a Cremano.
Uè guagliò, ho letto l’intervista del Defecatore e mi pare che, forse per un eccesso di bontà, manchino alcuni particolari non così secondari su Ira Lesboschi.

Vediamoli insieme.
In primo luogo, Ira è una nana. Ciò è scontato, essendo essa di origine sarda, ma è giusto ribadirlo (NB di Irene: Antonella non lo dice espressamente, ma si riferisce al cd. effetto dell’isola, secondo cui i mammiferi tendono a diventare più piccoli dopo centinaia di generazioni trascorse in ambiente insulare).

In secondo luogo, Ira è una carogna che nel lontano 2013, sotto lo pseudonimo di Maya Salsa, circuendo l’innocente Caterina Diani (da non confondere con la Caterina calda e preparata avvocatessa che si accompagna a Galeazzo), sottrasse con l’inganno a Galeazzo, all’epoca noto con il nome di Davide Manduria, il Gruppo del Tulipano Nero.
Questa turpe azione ha, con tutta probabilità, cambiato in peggio i destini dell’umanità, impedendo a Galeazzo di proseguire nell’azione socialmente taumaturgica che svolgeva attraverso il suddetto Gruppo.
Se abbiamo il governo legastellato, indovinate un po’ di chi è la colpa?

In terzo luogo, la Lesboschi è una poveraccia di Formula 1 che però si atteggia a raffinata bon vivant e gourmet.
Pensate che in una recente conversazione con Galeazzo si è vantata di essere una frequentatrice dei migliori ristoranti giapponesi … salvo poi, dietro stringente interrogatorio di Galeazzo, confessare che si cucina da sola dei triangolini di riso rancido, che lei chiama “onigiri“.


Non pago, Galeazzo ha poi scolpito a Ira una foto della sua bento box, il tristissimo vassoio-contenitore utilizzato nella cucina giapponese per servire pasti preconfezionati, rigorosamente in singola porzione (e quando mai quella ha avuto ospiti a casa!).

In quarto e ultimo luogo, Ira è una ninfomane che, come raccontato da Galezzo, si accompagna ai puteolenti pastori sardi.

Quanto vi ho detto è la pura verità.

Chiosa di Irene Iaccio
Eccezionale questa testimonianza di Antonella. Parole dure e circostanziate di una donna strana, e il nostro Blog non poteva esimersi dal pubblicarle.
Dispiace per il Defecatore, persone degna e valida, ma le superficialità che hanno connotato il suo operato sono incommensurabili. Se il Defecatore vorrà rimanere con noi del Blog dovrà superare un’ordalia, ovverosia salire a piedi il Monte Ventoso con uno zaino ripieno di plutonio.
Defecatò, beccate sto plutonio!

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