Irene Iaccio scende in campo. Tredicesima puntata della February Zen Warrior Monk Fight

Sono Irene Iaccio, donna dal forte carattere che Voi amici del Blog avete da tempi non sospetti imparato a conoscere. Qualora siate nuovi lettori (e ultimamente ce ne sono tanti… grazie!) e, legittimamente, vogliate sapere qualcosa di più su di me, che – ripeto – sono Irene Iaccio, basta che leggiate la biografia in tre parti che Galeazzo mi ha dedicato: la trovate proprio su questo Blog, ai seguenti link: link 1 per la Parte 1, link 2 per la Parte 2 e, ovviamente, link 3 per terza e, per il momento, ultima Parte. Cliccate, stronzi!

Ma non sono qui per promuovermi! Al contrario, desidero, in qualità di CEO del Blog e dell’omonima pagina FB, muovere un encomio solenne al predetto Galeazzo per il lavoro svolto in questi 2 anni sul Blog (il Blog “aprì”, in data 14 novembre 2016, con la ormai celeberrima ricetta della Bistecca alla trojona).

Galeazzo, infatti, in maniera estemporanea da quest’epoca e utopica (senza luogo) per questa Terra, sta aiutando il Blog senza alcuna finalità personale, come un alchimista che trasforma il piombo in oro.
Potrebbe farlo per soldi, con altri Blog, ma non lo fa.
Da Uomo libero sa che l’amicizia e l’amore sono gli unici sacri vincoli che ci legano veramente.
Gli altri vincoli si chiamano “contratti”.

Che differenza rispetto agli altri contributori! Che abisso lo separa dal viscido infermiere carrierista G. Pasini (non possiamo scrivere il nome per intero, poiché l’infermiere ha la querela facile), dal subdolo sovranista rossobruno Andrea Besi, dalla banale Carolina Caroli, che ha pure il naso a frullatore!

Lasciamo perdere, va, o mi faccio il sangue amaro… e poi adesso devo andare a farmi la barba. Lo farò con calma, con precisione, con prudenza, usando un rasoio elettrico regalatomi da una delle transessuali che il Cagol frequenta nelle sue lunghe serate meneghine.
Lei lo usava per la depilazione delle gambe e del viso, ma ora si è sottoposta a un trattamento di epilazione definitiva a mezzo laser. Non avendone più bisogno, me lo ha generosamente donato, come è d’uso tra noi donne del sud (lei è brasiliana, io del Vomero).

Poi, perfettamente rasata, andrò al funerale del mio nipotino Eumarzio, ucciso dalla famosa pallottola vagante di cui Galeazzo Vi ha resi edotti nella settima puntata della February Zen Warrior Monk Fight: sì, la pallottola aveva colpito Idebombo (nella stessa chiappa già martoriata dal morso di una risorsa boldriniana), ma poi, di rimpallo, ha centrato la milza di Eumarzio, provocandogli un’emorragia rivelatasi fatale.

Sarà un funerale sobrio, senza inutili pompe, come si conviene, secondo il costume degli antenati, ai cd. acerbi, i morti anzi tempo. Niente laudationes funebri né altra forma di pompa, dunque, ma almeno la barba ben rasata ci tenevo ad averla.

Un mesto saluto 🙁

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