La pace e la questione femminile

La pace, anche in senso etimologico è ordine.

Ordine ed armonia. Ordine vuol dire “ogni cosa al suo posto”. E il concetto stesso di “ogni cosa al suo posto” presuppone che ogni cosa abbia il suo posto. Socialmente c’è pace quando esistono dei ruoli precostituiti e ciascuno sa chi è e quale sia il ruolo che gli compete.

Alla donna, per esempio, compete il focolare,  la donna è l’angelo del medesimo. La donna è la regina della casa. Ci hanno fregato con la balla del lavoro come diritto in nome della paritá. Il lavoro non è un diritto, il lavoro è un dovere, anzi  una condanna. Biblica.

Era destinato all’uomo.

A noi era toccato il parto doloroso. Ci hanno affibbiato, in aggiunta, il lavoro spacciandolo per paritá.

Mica loro si sono presi il parto!!

A loro toccava il sudore della fronte e a  noi toccava il parto ed altre attivitá domestico- pratiche e anche ricreative come la cucina, la cura dei bebè,  il cucito, il crochet, etc. Tali occupazioni rispecchiano la nostra natura, altrocchè, basti vedere il successo immediato che ottengono sui social le foto dei bebè o come ad ogni latitudine riscuotano enorme successo siti e pagine dedicate ai c.d. Lavori femminili.  Del resto, sia in letteratura che nel giornalismo, tipiche attivitá intellettuali, esiste da tempo la scrittrice, la giornalistessa, la pittrice (la cui santa protettrice è Frida Kahlo) : le predette vengono interpellate (o si fa loro riferimento) esclusivamente riguardo temi  connessi alla questione femminina ed anzi esse stesse, con massimo zelo e indefessa solerzia, si sentono in dovere di esprimere le loro opinioni od affrontare le discussioni esclusivamente con la lente della questione femminile. Spontaneamente si auto affibbiano il marchio “femmina” sulle loro opinioni e lavori, anche quando gli argomenti potrebbero essere affrontati mettendo su occhiali diversi.

Pertanto sarebbe più onesto dire chiaramente che esiste tuttora una salda  pax legata ai ruoli.

Ma questa Pax per essere vera deve essere totale. Se ruoli ci sono, che siano forieri almeno di tutti i vantaggi che al ruolo competono:  che la donna le cose le faccia non per lavoro ma per diletto.

Del resto le masse si sono alfabetizzate,  ed a partire dall’introduzione della scuola dell’obbligo, nessuno  ci  impedisce di coltivare hobby intellettuali come lettura, poesia, pittura, pernnon parlare dell’attivismo sui social etc. Ma rimanendo libere dal macigno lavorativo.

Cosi finalmente diremo basta alla casalinga buondì, basta alle merendine e ai cibi pronti.

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