La scomparsa di Caterina (non è clickbait). Quindicesima puntata della February Zen Warrior Monk Fight

Dove eravamo rimasti? Nella puntata numero 11 della presente February Zen Warrior Monk Fight scrivevo che avevo dovuto sparare all’amico Andrea Besi, quando questi si accingeva a suonare il campanello di casa mia. Non vi era cattiveria né acrimonia nel mio gesto, fu legittima difesa, mes amis, legittima difesa anticipata volta alla protezione di un bene giuridico di esiziale importanza: il riposo di Caterina.

Ora, però, sono passati quattro giorni e Caterina ancora non è uscita dalla stanza dove era andata a coricarsi. Provo delicatamente a bussare … toc toc … kibbutz… non risponde nessuno. Apro la porta con la massima discrezione, quasi fossi il premier Giuseppe Conte durante una riunione del Consiglio dei Ministri. Il talamo è vuoto, ma dalla finestra si calano delle lenzuola. Caterina è fuggita, e un terribile sospetto mi avvinghia la mente e le agili membra: è fuggita a Ovindoli, tra le braccia di Gastone, il maestro di sci e di tennis che tutti Voi lettori del Blog di Irene Iaccio certamente ricorderete (cliccate qui, qualora, invece, non lo ricordiate e vogliate rinfrescare i pregressi di Caterina…).

Non mi perdo d’animo. Mi distendo sul letto, con una bottiglia di aranciata Fanta in mano, la nota bevanda ideata in Germania, nel 1940, da Max Keith, all’epoca il principale imbottigliatore della Coca-Cola nel Paese della teutonica disciplina, quando a causa dell’embargo della seconda guerra mondiale divenne impossibile accedere allo sciroppo della Coca-Cola. Data la penuria di ingredienti esteri, la prima Fanta era ottenuta da sottoprodotti della produzione del formaggio (siero di latte) e dalla fibra di mela da sidro. Inspiegabilmente, ne venne cessata la produzione nel 1949.
Poi, nel 1955, grazie alla genialità del conte Matarazzo, l’importatore locale (Napoli…) della Coca-Cola, la SNIBEG, produsse per la prima volta la Fanta nella sua attuale formulazione con arance, il cui marchio venne infine acquistato dalla stessa Coca-Cola nel 1960.
Eccomi qua, dunque, con la mia Fanta, seduto sul letto, ad aspettare Caterina … che infatti proprio ora sta rientrando in casa, carica come una molla, e che così mi affabula: “Per chi va alla ventura non esiste spazio vuoto, poiché il venturoso ben presto stabilisce un contatto con forze ignote. E io sono andata ad Ovindoli a riempire i miei spazi vuoti.
Il punto è che il mio cervello è solo un proiettore del cinematografo interiore che mi porto dentro. E codesto cinematografo non è azionato da te, my beloved Galeazzo, e nemmeno da me, ma dal dio Mirchione.
Vogliamo forse noi contrastare la volontà del dio Mirchione? Possiamo?”

“Caterina” rispondo io “a me sto Mirchione che ti manipola per farti cadere tra le braccia di un maestro di tennis di Ovindoli mi puzza un po’. Mirchione lo conosco bene, è un amico, gli ho sacrificato molti capri e grasse pecore. Comunque, tutto è bene quel che finisce bene e ora sei di nuovo qui con me. Cosa possa prepararti per questa sera, al fine di placare la fame che certamente avrai? Vanno bene due wurstel Siebenförcher alla piastra, che ci papperemo con senape Orco piccante?”

Sìììììì

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