La svolta

Il Blog svolta.
Con Irene ne abbiamo parlato a lungo e lei si è dimostrata completamente d’accordo: occorre una svolta, occorre che il Blog prenda la strada del socialismo nazionale.

Poiché siamo persone per bene e di cultura, ora Vi forniremo, cari amici e lettori del Blog, un primo elenco di letture consigliate al fine di meglio comprendere i futuri articoli.

* Giorgio Galli, Il “Mein Kampf” di Adolf Hitler. Uach uach uach, capite di quale astuzia siamo capaci noi del Blog di Irene Iaccio? Noi non consigliamo la lettura del Mein Kampf (cosa che potrebbe portarci a piè sospinto nelle patrie galere, per violazione della aurea Legge Mancino), bensì il libro di Giorgio Galli che contiene un’edizione critica e ampiamente commentata del Mein Kampf di Adolf Hitler… viva le uova di Pasqua! eh eh eh…
* Giorgio Galli, Hitler e il nazismo magico;
* Hjalmar Schacht, Come muore una democrazia;
* Albert Speer, Memorie del Terzo Reich;
* Antonio Carioti, Alba Nera;
* Ernst Jünger, L’operaio;
* Ernst Jünger, Nelle tempeste dell’acciaio;
* Ernst Jünger, La battaglia come esperienza interiore;
* Léon Degrelle, Militia;
* Corneliu Z. Codreanu, Per i Legionari. Guardia di Ferro;
* Corneliu Z. Codreanu, Diario dal carcere;
* Corneliu Z. Codreanu, Il Capo di Cuib;
* Sonia Michelacci, Reinhard Heydrich. Vita pensiero azione;
* Fabrizio Dragosei, Così parlò Hitler.

Ebbene sì, andremo a riscoprire, a beneficio dei lettori, queste perle di culture quasi fossero città sepolte, perdute, sommerse, qualche volta – ma raramente – stratificate. Siti di un itinerario che accompagnerà la Vostra crescita culturale. A proposito di siti e città sepolte, siete mai stati ad Alba Fucens?

Cominciamo con una citazione a casaccio, giusto per arrivare alle 400 parole che Irene pretende da ogni articoli. Non temete, siamo già a 290 parole, quindi per oggi possiamo accontentarci di:
«Hitler non ottenne mai in elezioni libere il consenso della maggioranza dei tedeschi. Ma è innegabile che dopo la presa del potere, grazie anche al totale controllo degli strumenti propagandistici e all’attività repressiva degli apparati statali, portò il cuore di moltissimi tedeschi dalla parte dei nazisti. I successi ottenuti negli anni Trenta spinsero buona parte della popolazione a chiudere un occhio, o meglio tutti e due gli occhi, su quello di terribile che il regime stava facendo contro gli oppositori, le minoranze etniche, i malati, gli ebrei. […] Certo, i risultati per la gente comune furono evidenti in pochissimo tempo: l’eliminazione della disoccupazione, i grandi programmi di opere pubbliche, a cominciare dalle autostrade, l’annuncio che ogni tedesco avrebbe avuto un’automobile grazie alla nuova fabbrica Volkswagen». (Fabrizio Dragosei, Così parlò Hitler, Mursia, 2015, pag. 8).

Siamo qui, siamo noi, siamo l’Italia migliore di sempre.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *