La vera ricetta degli spaghetti alle zucchine

Si tratta di una ricetta che ho tentato di copiare, con una mia versione, senza burro, da un  ristorante di Nerano, (non Merano), localitá spiaggia dei tedeschi, marina del Cantone, famoso per questa ricetta che nessuno è mai riuscito ad imitare.

La prima parte di questa ricetta deve essere preparata in un pomeriggio con temperatura esterna minima di 35 gradi e richiede un abito ed un’acconciatura ad hoc.

Procuratevi una sottana di nylon preferibilmente comprata su Postal Market nel 79. Attenti alle fiamme perché prende fuoco facilmente. In alternativa un vestito “a portafoglio” di cotone in colori vivaci, oggi li chiamano wrap dress. Più safe del nylon, ma meno evocativo temo.
Raccogliete i capelli con una pinza col doppio garofano.

Accendete il lettore cd (la radio con la musicassetta sarebbe chiedere troppo).

Partite con “ti amo” di Tozzi. Dovreste farcela a tagliare a fette spesse un cm (quindi non sottili) almeno 12/15 zucchine novelle (quelle piccole mi raccomando).
Infarinatele leggermente ma uniformemente (potete aiutarvi mettendole in un sacchetto di plastica e richiudendole con dentro la farina e quindi agitando il sacchetto).

Adesso viene il momento critico della Frittura in olio di oliva abbondante mi raccomando,  se no vengono unte e perché poi l’olio vi servirà dopo. Durante la triste operazione della friggitura mettete su minuetto di Mia Martini e meditate sulla questione meridionale femminile.

Man mano che le zucchine si dorano  – e mentre quel disgraziato maleducato buzzurro della canzone va e viene da casa sua e “sono sempre fatti suoi”- scolatele con una schiumarola e lasciatele a  perdere l’unto su uno o più fogli di Scottex casa. O di Asciugoni Regina. Tenete da parte l’olio in cui avete fritto le zucchine, filtrandolo con un colino a maglia fine per eliminare eventuali residui.

È finita la parte faticosa della ricetta. E il bello è che potete farla anche il giorno prima.

Intervallo. Dedicatevi all’ascolto di due capolavori della canzone Napoletana . “E spingule frangese” (Miranda Martino)  e “Marechiare”  versione di Sergio Bruni (la dedico a me stessa).

La seconda parte della ricetta potete prepararla vestite di tutto punto o come diciamo noi anziani “in grande spolvero”,  in una cucina con aria condizionata.

Mezz’ora prima di portarla in tavola, partite con la preparazione del piatto, lessando gli spaghettoni.
Adesso  potete mettere su una cosa più “fine” tipo sofferenza femminile milanese dalle parti della metro Turati (un brano  qualsiasi della Vanoni, ad esempio come “Domani è un altro giorno” o di Mina, “Grande grande“, va bene). Oppure “A me me piace o blues” di Pino Daniele, se il mood è ancora Napoli e la Campania.

Recuperate l’olio in cui avrete fritto le zucchine e scaldatelo appena (intorno ai 60 gradi). Nel frattempo avrete grattugiato  con la grattugia grossa un mix di formaggi formato da 1/3 di provolone saporito 1/3 di provola e 1/3 di parmigiano. Circa 1 etto abbondante in  tutto. Una volta pronti gli spaghetti, mettete la metà dei formaggi nell’olio caldo e frustateli per creare una crema. Aggiungete a poco a poco gli spaghetti e le zucchine. Mescolate. Aggiungete il resto dei formaggi, basilico e pepe.

Lasciate riposare e finalmente servite.

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