Le avventure dell’Ispettore Edgardo Trojoni. Prima puntata, dove Trojoni viene svegliato nel cuore della notte e si introducono alcuni personaggi.

Il cellulare dell’Ispettore Trojoni trillò alle 3 e 28 della notte.
Trojoni rispose dopo pochi secondi, simulando una voce assonnata. Dico “simulando” perché in realtà era ben sveglio e, come gli capitava nelle notti di luna piena, stava leggendo il Mein Kampf con in sottofondo la canzone Luna Nuova di Silvia Conti (San Remo 1985)
All’altro capo dell’immaginifico filo del telefono stava il suo segretario particolare, il Maresciallo Catrame, che così esordì, nella conversazione telefonica e nel presente romanzo a puntate di cui Voi lettori del Blog di Irene Iaccio state leggendo il primo episodio: “Ispettore, hanno rapinato il bar-gelateria-pasticceria La Topaia. La titolare, la signora Laura Majaloschi, dice che i ladri si sono introdotti nell’esercizio sfondando a testate la saracinesca”.
“Calma, non perdiamo la calma” fece Trojoni “per prima cosa definiamo i termini: 1) l’esercizio commerciale è un bar, una gelateria o una pasticceria? 2) si tratta di una rapina o di un furto?”.
Queste domande misero in temporanea difficoltà il Maresciallo Catrame e diedero così il tempo a Trojoni di alzarsi dal letto con la massima silenziosità, come un gatto che tenda un agguato a una preda, per non svegliare la sua compagna, che dormiva nello stesso letto e che rispondeva al nome di Edgarda Majaloschi.
Sì lo so, l’abbinata Edgarda-Edgardo non è una gran trovata, ma questo non è un romanzo di fantasia, bensì la dura e – come presto vedremo – fredda cronaca di fatti realmente accaduti, e dunque se questi due poveri stronzi hanno lo stesso nome – EdgardO ed EdgardA – noi li presenteremo così, chiaro?
In secondo luogo, i più astuti tra Voi avranno notato la coincidenza tra il cognome della titolare del bar-gelateria-pasticceria vittima della rapina / furto e quello dell’amante dell’Ispettore Trojoni, ma anche qui trattasi di casuale omonimia e noi non possiamo farci niente. D’altra parte, il cognome Majaloschi è così comune che una cosa del genere prima o poi doveva capitare, ed è capitata nella prima puntata del Romanzo.
Per la cronaca, Edgarda Majaloschi era una donna bella, simile – per darvene una plastica idea senza perdersi in inutili descrizioni – alla nota attrice Natasha Stefanenko.
Con la suddetta Stefanenko condivideva anche l’altezza: un metro e ottantasette (lo scrivo in lettere anziché in numeri arabi sperando che in tal modo la cosa sfugga alla censura di Irene Iaccio, più bassa di 30 centimetri tondi tondi). A causa di tale altezza, i suoi piedi fuoriuscivano dalle coperte e tendevano a raffreddarsi (visto, cari amici del Blog, che la cronaca dei fatti sarebbe stata fredda, oltre che dura? Galeazzo mantiene sempre le sue promesse ed è coerente con le sue premesse).

PRIMA PUNTATA. Continua, cazzo se continua!

Salvelops

One comment

  1. Allora, per quella cosa là, devi rilasciare una valigetta ripiena di bitcoin al binario 12, dico 12, della stazione, entro domattina. Grazie per il tuo sacrificio e ciao Galeazzo, mio eroe.

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