Le avventure dell’Ispettore Edgardo Trojoni. Quarta puntata, l’incontro con Laura Majaloschi.

Trojoni uscì di casa e a bordo della sua potente Trabant raggiunse il luogo del delitto, ovverosia il bar-gelateria-pasticceria La Topaia. Davanti all’esercizio commerciale stava, a gambe ben divaricate e i piedi saldamente piantati al suolo, la titolare Laura Majaloschi.
“Ispettore” lo apostrofò la vaporosa bionda “chi può essere stato a scassinare la saracinesca del mio locale, in questa bella nottata primaverile?”
“Sicuramente un migrante” tosto rispose l’Ispettore. “D’altra parte, qui vicino vi è una sede del PD che pullula di “risorse” che a quest’ora della notte sono sicuramente in preda alla fame chimica tipica degli utilizzatori di marijuana. La tentazione di una bella pasticceria da svaligiare dev’essere stata irresistibile!”.
“Grazie, Ispettore, sono sicura che voi delle forze dell’ordine farete tutto il possibile. Capisco che queste “risorse” del PD siano difficili da distinguere le une dalle altre, ma sono sicura che ne verremo a capo!”
“Certamente! A noi, Signora Majaloschi!” si accomiatò Trojoni.

Ma nell’animo dell’Ispettore albergava una cupa preoccupazione: dov’era il fido Commissario Catrame, colui che lo aveva avvertito della rapina?
Forse per un alato messaggio del dio Mirchione, a Trojoni sovvenne che con Catrame era ancora in corso la conversazione telefonica iniziata nella prima puntata e così, preso il cellulare con le agili dita, si accertò che Catrame fosse ancora in linea e avesse ascoltato quanto riferito dalla Majaloschi.
“Certamente, Ispettore, e infatti mi sto già recando alla vicina sede del Partito Democratico. Forse coglieremo i pericolosi delinquenti intenti a gozzovigliare con i prodotti di alta pasticceria e gelateria trafugati alla Topaia”.
“Bene, allora ci vediamo lì tra un quarto d’ora”.

Trojoni si recava alla sede del PD e pensava, pensava, cazzo se pensava. Ecco cosa pensava: La Sardegna ha il record nazionale delle patologie autoimmuni, prime fra tutte il diabete giovanile (record mondiale di incidenza) e la sclerosi multipla (il doppio della media nazionale). Fatalità, genetica o alimentazione?

Decise di porre la domanda a Ira Lesboschi, la nota intellettuale sarda, che però, non sapendo cosa rispondere, si rifugiò in una astrusa citazione del Didascalicon di Ugo di San Vittore: «Impara volentieri da tutti ciò che non sai, perché l’umiltà può farti partecipare del possesso di quel bene speciale che la natura ha riservato ad ogni singolo essere umano. Sarà più sapiente di tutti colui che avrà voluto imparare qualcosa da tutti: chi riceve qualcosa da tutti, finisce per diventare più ricco di tutti».

“Se, lallero, sei fortunata che ormai siamo giunti alla sede del PD, altrimenti avrei severamente stigmatizzato il tuo spocchioso atteggiamento, tipico di chi usa la cultura per ingannare il prossimo”.

Ugo di San Vittore, appassionato lettore delle avventure dell’Ispettore Trojoni

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