Le avventure dell’Ispettore Edgardo Trojoni. Terza puntata, dove l’autore promette più azione….

Intervento di Galeazzo, l’autore.
Nell’elaborazione della trama delle avventure dell’Ispettore Trojoni, ho scelto di non indulgere al sensazionalismo e di preferire agli avvenimenti capaci di attirare l’attenzione dei più fessacchiotti tra i lettori le vicende che meglio mettono in luce il geniale sistema logico dell’Ispettore Trojoni.
Eppure fioccano le critiche, e allora Galeazzo Vostro accetta la sfida e Vi promette, cari amici lettori, che nelle prossime puntate ci sarà più azione. Naturalmente coniugheremo il tutto con ampie dosi di cultura, per fornirVi un mix esplosivo e dinamitardo.

Prima, però, lasciatemi in pace, lasciatemi solo, perché solo chi marcia solo procede realmente. Viaggio solo e non ho bisogno di niente, un po’ di ossigeno, acqua, buon cibo, un microbiota funzionante… e la legge morale dentro di me, che mi impone di non tradirVi mai.
Non bramo onori. Bramo, al momento, solo una scodella di acquavite.

Riprende la saga delle avventure dell’Ispettore Trojoni.
Edgardo prima di uscire di casa per recarsi sul luogo del delitto si rivolse alla fotografia del figlio Idebimbao, che teneva incorniciata sul comodino. “Idebimbao, figlio mio, il tuo babbo ora andrà là fuori, in questa giungla di cemento, asfalto e solitudine chiamata città, a rischiare la vita per garantire agli inermi cittadini di continuare a pascersi nella migliore sicurezza. Idebimbao, proteggimi da lassù, tu che te ne sei andato da questa valle di lacrime nell’ormai lontano 1992, ucciso da un grillino ubriaco sull’Autostrada del Sole.

E da qui… e da qui… qui non arrivano gli angeliiiii… a insegnarti la strada buona… Qui non arrivano gli angeli!“.

Idebimbao era il figlio dell’Ispettore concepito nella notte dei mondiali del 1998, durante la finale Francia – Brasile. Come avesse fatto ad essere mortalmente investito sei anni prima del suo concepimento, soltanto il dio Mirchione lo sa; ad ogni modo, ogniqualvolta Trojoni doveva uscire in missione si rivolgeva, oltre che al predetto dio Mirchione, all’immaginetta del figlio e vi si raccomandava. Chiudeva ogni invocazione con la citazione della canzone di Vasco Rossi, Gli angeli.

A questo punto possiamo tracciare una prima, per quanto approssimativa, rassegna del pantheon dell’Ispettore Trojoni:
* Edgarda Majaloschi, la fedele compagna, alta un metro e 87 centimetri, ovverosia 30 cm. più di Irene Iaccio;
* il Commissario Philippo Catrame, fedele sottoposto dell’Ispettore;
* il figlio defunto Idebimbao. Diciamo che anch’egli fu fedele, per non essere da meno degli altri due.

Ora Trojoni scalpitava, fremeva dalla voglia di vedere Laura Majaloschi, sedicente vittima di rapina e/o furto presso il suo bar-gelateria-pasticceria La Topaia.

CONTINUA…

Vasco Rossi, appassionato lettore delle avventure dell’Ispettore Trojoni

One comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *