Le vicende di Ermanno Goringhi. Capitolo 3. Goringhi salpa per Via Ernesto Reinach

Il Goringhi decise di mettersi in moto, ma l’espressione “mettersi in moto”, per quanto evocativa, risulta assai impropria nel suo caso: infatti, egli si muoveva lungo i Navigli a bordo di un’agile nave vichinga. Pensate, amici e lettori del Blog, che tali navi avevano il timone mobile, il che permetteva di invertire la marcia semplicemente girandolo; avevano un basso pescaggio, il che permetteva di risalire i fiumi;  infine erano tutte in legno, cosa che facilitava le riparazioni, perché di legno e di alberi ce n’era e, nonostante la pluridecennale opera di devastazione operata dai governi del Partito Democratico, ce n’è tuttora dappertutto.

Insomma, il Goringhi salpava in direzione Via Ernesto Reinach e ivi giungeva alle ore 14 spaccate. Ad attenderlo, Anna van der Breggen (in realtà trattasi di Irene Iaccio, che, indossando la maschera della nota campionessa di ciclismo olandese, fingeva – come leggerete tra poche righe – di essere la figlia di Rinalda).

“Eccoci qui, sono Anna, la figlia di Rinalda. La mamma ha avuto una leggera indisposizione e allora sono giunta io dall’Olanda, in bicicletta, per sovraintendere alle operazioni di tinteggiatura della cameretta di Paolino, il nipote della nonna Rinalda, nonché figlio di mia sorella Rita van der Breggen. Paolino è mio nipote, ma gli voglio bene come fosse un lontano cugino”.

Quel honneur” fece il Goringhi, nell’atto del baciamano “sono un appassionato di ciclismo e ricordo benissimo che la Signoria Vostra, eccelsa scalatrice nonché specialista delle cronometro, ha vinto due volte il Giro d’Italia, l’oro olimpico in linea ai Giochi della XXXI Olimpiade a Rio de Janeiro 2016 e il campionato del mondo di ciclismo su strada 2018. Insomma, ho l’onore di colloquiare con la campionessa del mondo in carica, anche se mi aspettavo un fisico più atletico e in salute, non questa botte tarchiata e puteolente che ho davanti…”

Sentendosi scoperta, Irene Iaccio gettò la maschera e, riprendendo gli abituali modi, disse “Ebbene sì, Goringhi, sono Irene Iaccio, Numero 1 de Il Gatto ha nuove Code, CEO del Blog e dell’omonima Pagina Facebook, hacker, carder e quant’altro. Ho combinato un casino nella camera del mio toy boy e ora ho bisogno di un imbianchino di Formula 1 per far sparire le tracce. Il mio dubbio, però – ed è ciò che mi aveva inizialmente spinto a simulare la mia identità – è che la tinteggiatura di cui abbisogna la camera sia così imponente che potrebbe essere classificata come una ‘manutenzione straordinaria’ e dunque richiedere la Comunicazione di Inizio Attività all’Ufficio Acquisizione Segnalazioni Edilizie, per noi meneghini sempre amanti della velocità meglio conosciuto con l’acronimo di U.A.S.E….”

CONTINUA

Il Naviglio grande a Milano, fotografato nel 2016
(Daniel Kalker/picture-alliance/dpa/AP Images)

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