Manhattan – introduzione di Irene Iaccio

Perdona i tuoi nemici, ma non dimenticare mai i loro nomi.
(John F. Kennedy).

Sono Irene Iaccio, CEO del Blog e dell’omonima pagina FB.

In questo momento indosso un cappotto di cammello color crema con bottoni di madreperla. Sotto il cappotto, 15 gocce di Chanel N° 5 e null’altro. Scusate, non ho avuto tempo di vestirmi.
Sto guidando. Sono alla guida della Trabant di Galeazzo, che è troppo scosso per guidare, devastato nell’animo dalla pioggia di proiettili da cui è stato colpito negli ultimi giorni.
Proiettili fatti non di piombo ma di contumelie, diffamazioni e minacce: sono il fish & chips di Galeazzo, sono le armi preferite del cleptocapitalismo radical-sionista, cui il Nostro Eroe da decenni si oppone, sono economiche, efficaci presso il popolino e impunite da una magistratura al soldo dei predetti poteri forti.

Il secondo motivo per cui Galeazzo non sta guidando è che abbiamo asportato la cassaforte del Partito Radicale e ora Galeazzo, dal sedile posteriore della Trabant, cerca di aprirla usando un cannello ossiacetilenico.

Le due cose, le calunnie ricevute e il furto della cassaforte del Partito Radicale, sono strettamente collegate. Ma questo lo vedremo in seguito. Ora devo guidare, verso il rifugio di Galeazzo, posto in un’imprecisata località dell’Appennino abruzzese. Ovindoli? Naaaa. San Felice d’Ocre? Naaaa. Palena? Naaaa. Guardiagrele? Naaa. Aò non rompeteme li cojomberi, non posso dirvelo! Se proprio volete saperlo a tutti costi, abbonatevi alla versione Premium del Blog, morti di fame! E che cazzo, lasciatemi guidare!
Io e Galeazzo siamo amici e voglio dargli una mano nel momento della più torrida disperazione. Sì, lo so, voi pensate che, poiché apparteniamo a razze diverse (lui caucasica, io partenopea), tra di noi non sia possibile instaurare una sincera amicizia, ma sbagliate di grosso. È lo stesso concetto di razza a essere privo di ogni valenza scientifica. La mia pelle è scura, certo, ma lo è a causa dello smog di Milano e in ogni caso la biologia e la genetica – e mi limito in questa sede a ricordare gli studi di Luigi Luca Cavalli Sforza e Anthony William Fairbank Edwards – hanno dimostrato che, contrariamente a quanto si potrebbe desumere dalle caratteristiche morfologiche, europei e africani sono strettamente imparentati.
Insomma, io e Galeazzo siamo praticamente parenti.

Il Rifugio si avvicina, ecco le catene montuose coronate da contorni lucentissimi. In lontananza si ode il lupo ululare. Amico lupo, sorella montagna, dea Atena fate che a Galeazzo sia concessa la giusta vendetta, che il suo orgoglio sia ristorato, che la verità venga ristabilita.

I dettagli delle contumelie nella prossima Galeazz-puntata, perché CONTINUA, cazzo se continua: questa è solo l’introduzione!!!

NB1) Articolo dedicato a Anthony Blunt
NB2) Articolo scritto sotto il patrocinio di Federprivacy

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