Manhattan – il precipitoso rientro di Galeazzo a Roma per sostenere la candidatura Ascani-Giachetti

Nella puntata precedente: Irene accompagna uno scosso Galeazzo nel suo rifugio segreto, posto nei monti abruzzesi, una cui finestra guarda però, senza una apparente ragione, su Manhattan. In realtà, il rifugio altro non è che una spelonca ove Galeazzo pasce e custodisce le greggi. Irene ne approfitta per un lauto spuntino, ammazzando e divorando sul posto due teneri agnelli.

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Fatto il fiero pasto, Irene sollevò la pesante testa dalle carcasse degli agnelli e, ancora gocciolante sangue dalla feroce bocca, si accorse che Galeazzo appariva diverso, quasi lontano.
Forse il dio Mirchione si era impossessato di lui? No, non questa volta. Gli è che Galeazzo, che da alcune notti non dormiva a causa della preoccupazione per le sorti del Partito Democratico, era giunto a conoscenza della candidatura di Roberto Giachetti, in arte Bobogiac, e della sua sodale Anna Ascani alla segreteria del Partito.
E il suo animo era mutato alla lietezza.

“Uei Irene, dobbiamo rientrare a Roma. Voglio dare il mio contributo alla rinascita del PD“.

“Agli ordini!” fece Irene, carica come una molla al plutonio.

“A proposito, guarda che di quei due teneri agnelli che ti sei mangiata stasera, uno era Marco Minniti, travestitosi da agnello e rifugiatosi nella mia spelonca dopo il mesto ritiro dalla corsa alla segreteria PD”.

“Accidenti” esclamò la numero 1 de Il Gatto ha nuove code “ecco perché le costolette sapevano un po’ di suino. Non importa, andiamo avanti! Lungo la strada del rientro voglio esporti alcune mie ideuzze in tema di obbligo vaccinale, che – se riterrai – potrai riferire al dinamico duo Ascani-Giachetti”

E infatti, appena furono saliti a bordo della Trabant, Irene cominciò la sua esposizione: “Galeazzo, con l’obbligo vaccinale la dittatura sanitaria è alle porte. Si vuole imporre una visione apoditticamente scientifica, di cui non si ammette smentita, con ciò obliterando che la medicina non è una scienza, bensì una pratica basata su scienze e che opera in un mondo di valori. È, in altri termini, una tecnica – nel senso ippocratico di techne – dotata di un suo proprio sapere, conoscitivo e valutativo, che differisce dalle altre tecniche perché il suo oggetto è un soggetto: l’uomo!
Con l’obbligo vaccinale si vuole, fortemente e dolosamente, cancellare 3 millenni di storia della medicina e dell’uomo.
Ha scritto Einstein: “Nel campo di coloro che cercano la verità non esiste alcuna autorità umana, chiunque provi a fare il magistrato viene travolto dalle risate degli dei“.
Proprio ciò di cui Burioni ha paura: la verità, la contestazione, il dibattito, le risate degli dei.

E fammi anche rilevare la curiosa coincidenza tra la martellante campagna vaccinale in corso e il fenomeno delle migrazioni, che portano a casa nostra decine di migliaia di individui in pessime condizioni di salute, tanto che i loro indumenti e scarti alimentari sono considerati “rifiuti pericolosi e a rischio infettivo” dalla procura di Catania (vedi recente indagine per smaltimento illegale di tali rifiuti nei confronti della associazione MSF (Nave Acquarius)).
E se a questo aggiungiamo i tagli al welfare sanitario, uno (campagna vaccinale) più uno (invasione di risorse boldriniane) più uno (tagli al welfare sanitario) fa tre (la riduzione del popolo a un informe, sottomesso, sterile, autistico ammasso di subumani indolenti), e questo si che non è smentibile da un Burioni qualsiasi!

Insomma, Galeazzo, io non sono contraria ai vaccini ma ti prego di portare ad Anna e Roberto questi miei – credo legittimi – dubbi”.

Ma Galeazzo dormiva della grossa. Finalmente tranquillizzato in ordine alle sorti del Partito Democratico, il suo erculeo corpo e la sua agile mente erano finalmente scivolate tra le braccia di Morfeo …

CONTINUA

NB: Ça va sans dire, anche questo articolo, come i precedenti, è dedicato ad Anthony Blunt

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