Il Ministro Enzo Moavero Milanesi (articolo di Caterina) – Parte 2

Articolo di Caterina, la calda e preparata avvocatessa, specializzata in diritto comunitario
Bing Boing birimboing, dumba dumba birimboing … eccoci qua, cari amegos del Blog. Irene non si sente troppo bene e mi chiede di proseguire al posto suo l’articolo sul Ministro Enzo Moavero Milanesi (cliccando ‘qui‘ trovate la prima puntata!). E ne sono lieta, perché io a Enzo porto rispetto, avendolo conosciuto direttamente sulle sudate carte, allorquando, durante il periodo degli studi universitari, divoravo i suoi manuali di diritto comunitario.

Brevi cenni biografici, forse un po’ agiografici.
Enzuccio discende da Ferdinando Bocconi, fondatore dell’università milanese intitolata al figlio Luigi, ed è originario di Cavenago d’Adda, in provincia di Lodi. Nasce però a Roma, il 17 Agosto 1954, dove il padre Adolf aveva una macelleria sociale. La madre è ignota ma pare fosse di facili costumi.

Il cursus honorum di Moavero è repentino e bruciante quanto un fiammifero svedese:
* nel 1977 si laurea in giurisprudenza con lode alla Sapienza
* dal 1977 al 1979 presta servizio nella Guardia di Finanza con il grado di Sottotenente di Complemento, ricevendo un Encomio Solenne per la sua capacità di praticare degli eccellenti riporti ai Generali del Corpo afflitti dal terribile problema della calvizie. Il segreto di Enzo è che lecca i capelli oggetto di riporto con la sua speciale saliva di origine rettiliana, creando un collante naturale che rende i capelli riportati indifferenti anche alla più impetuosa delle raffiche di vento.
* poi, una fulminea e assolutamente meritocratica carriera universitaria. Alternandosi tra Università Sapienza e Bocconi, diventa professore ordinario di diritto comunitario … e nei ritagli di tempo coltiva l’amicizia con Mario Monti. A Mario, Enzo il riporto lo pratica sui peli del culo, non per piaggeria ma soltanto perché il Senatore non soffre di calvizie.
* Per tale motivo, Mario lo vuole con sé in Europa, quale Capo di Gabinetto, dal 1995 al 2000 allorquando era Commissario Europeo.
Una volta in Europa, Enzo non si schioda più e diventa dal 2002 al 2005 Vicesegretario Generale della Commissione Europea, poi è giudice di primo grado presso la Corte di giustizia Europea e infine ancora collaboratore della Commissione in qualità di Direttore Generale del Bureau of European Policy Advisors.

Questo finché il Marione, nel frattempo divenuto per acclamazione popolare Presidente del Consiglio dei Ministri, lo nomina, nel 2011, Ministro per le politiche europee del suo indimenticato Governo.
L’attaccamento di Moavero alle istituzioni è straordinario e così anche dopo la sonora trombata elettorale (si era – ahinoi senza essere eletto – candidato alle elezioni politiche del 2013 nella lista Con Monti per l’Italia) Letta non riesce a sciacquarselo dalle palle e deve confermarlo al Ministero per le politiche europee.

L’usurpatore Renzi lo mette temporaneamente in panchina, invidioso com’è del suo fascino, ma il liberatore Luigi Di Maio reinstalla Moavero al suo legittimo posto ministeriale, issandolo lassù dove nemmeno l’amico Monti lo aveva condotto, al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

Questo per quanto riguarda la carriera, nella prossima puntata entreremo nella vita privata del Moavero Milanesi e non ci saranno cazzi per nessuno (salvo, forse, per lo stesso Moavero)!

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