Ostriche alla Rockefeller

Dico la mia sul referendum, sia pure con ritardo, meglio rifletterci frigido pacatoque animo che sparare boiate sull’onda dell’emotività.

Una mia amica piemontese di origine e romana di adozionemi raccontava l’altro giorno di quando si trovava in Francia da ragazzae usci furtivamente dal collegio per procurarsi un prezioso pacchetto di ostriche freschissime e un coltellino per aprirle, e poi mangiarsele da sola in camera.

Trovai questo aneddoto molto carino e ricordo ancora questa amica che aveva l’abitudine di prepararsi e gustare da sola cose buonissime come la fondue bourguignonne o le ostriche.

Giacchè ci siamo, una persona di mondo sa come si usa il coltellino apri- ostriche e conosce il francese.

Una persona di mondo le citazioni le fa o in latino o in francese.

Io ho paura del tifo e non parlo francese.

Le ostriche, l’unica volta che le ho cucinate in vita mia le ho fatte al forno e per aprirle mi sono segata un dito con il loro pericolosissimo guscio.

Ma cosa c’entra tutto ciò con il referendum? E allora l’avocado si buana che c’entrava?

Come tutti sanno, sin all’inizio della campagna referendaria alcuni beninformati dissero che era evidente che dietro la proposta di riforma  della Costituzione ci fosse  l’ombra dei Rockefeller.

Dunque, il collegamento è molto semplice cari lettori: la ricetta delle ostriche al forno gratinate con burro e Pernod, si chiama appunto ostriche alla Rockefeller . Una ricetta contemporaneamente giudomasso e pluto. E per di più super buona quindi giusta per consolarsi dell’occasione mancata. Che volete di più?

 

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