Quanto spesso deve essere un bigolo?

Autonomia operaia è stato uno degli esercizi di stile più deliziosi del panorama politico italiano, un movimento autarchico e socialdemocratico che si spingeva in tutte le direzioni estreme dell’arco, per unire le frange estreme della società e appianare con la pura e dolce violenza lo squallore del centrismo italiano. Sfortunatamente questo lirismo intellettuale non rispecchiava gli eskimo fetenti e le levatacce mattiniere degli operai, che lentamente si dissociarono dagli studenti.

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Appunto dell’unico momento in cui in Italia ci si ricordava del 18 aprile 1948.

Fautore tra gli altri di questa brancaleonesca impresa, un padre della patria, ai giorni d’oggi filosofo fugace e moderno, il padovano Toni Negri, d’anima bolognese ma col bigolo affilato e pronto a fiondarsi tra mare e terra. A lui si ispira la ricetta odierna, che integra il bigolo, di venticinque centimetri almeno, tra i colli euganei e quelli di Bologna.

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Bigoli tradizionali (farina di grano saraceno grammi 200, 2 uova)

Sedano, carota, cipolla, mortadella grammi 100.

Soffriggere il tutto, sfumare con mezzo bicchiere di bianco, condire i bigoli freschi con la salsa di conseguenza, correre in piazza a far presidio e far amore e morte fra le strade.

 

“Su su su I prezzi vanno su. Prendiamoci la roba e non paghiamo più!”

 

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