Quistioni di lessico alimentare

Quistioni non è refuso.

Il tema del post è: “alimenti in -ello/ella e uso del suffisso -ella/ello nel marchio o nel naming del prodotto.”

La Treccani dice, a proposito di -ello .

“Suffisso nominale e aggettivale alterativo avente valore diminutivo o attenuativo, e talvolta spregiativo: alberello, asinello, cattivello, fontanella, paesello, poverello, storiella. In molte parole l’originario senso diminutivo è andato perduto: agnello, cervello, coltello, fratello, martello, sorella”.

Un esempio di -ello dispregiativo è partitello . O fascistello . o comunistello. O arrogantello . O saputello  (Che peró da alterato è divenuto un aggettivo a sè).

Il primo che ricordo è la formaggella. Al sud non esiste, pensavo che la formaggella Maman Louise fosse una invenzione pubblicitaria. Invece la formaggella al nord esiste ed è un tipo di formaggio. Come molti alterati cambia il  genere del sostantivo di base. Es. DONNA DONNONE, CENA CENONE, PORTA PORTONE, e appunto FORMAGGIO FORMAGGELLA.

Idem per quanto riguarda SALAME E SALAMELLA.

Al sud le persone fini fini latifondiste chiamavano un formaggio tipo giuncata servito nelle foglie di vite (presente anche in  Grecia) la “pampinella”.

Un fantasioso ristoratore, sempre meridionale, chiamava la frittura di paranza “paranzella in olio di oliva”.

Comunque tornando al tema:

1) i Gelatelli

2) i Suinelli

3) i Gustoselli

4) le Focaccelle

5) le Crocchelle

6) le Spinacelle

La 3 e la 6 le ho trovate digitando a caso su google spinacelle e gustoselli.

Se avete altri esempi, commentate.

In calce vi ricordo la variante meridionale della panzanella toscana: la cialledda .

Pane di matera raffermo e bagnato, aglio pomodori freschi, basilico, sale e pepe e olio di oliva.

Come la barca lascia la scia così io lascio la firma mia.

By cristina💙

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *