Risotto ai 4 transistor

La ricetta del risotto ai 4 transistor trae le origini nella notte dei tempi, o più precisamente in una serata dell’ottobre scorso, allorquando io e Caterina, calda avvocatessa di Roma, eravamo sotto le coperte.

Ad un tratto lei cominciò ad agitare le gambe a forbice ritmando i movimento con “eins-zwei-eins-zwei-marschieren!”.

Non le chiesi il perché di quel comportamento, non ne avevo bisogno, io le cose le intuisco, le fiuto. Caterina aveva fame, la poverina ormai da anni si nutriva di tramezzini rancidi in lugubri bar, e alla sera spesso saltava la cena. A questo ci hanno condotto i governi grillini, anche gli avvocati ormai fanno fatica a mettere insieme il pranzo con la cena!!!

Ma quella sera Caterina era una regina, era la mia regina!

Con un balzo felino mi alzai dal letto e approdai ai fornelli. In un pentolino misi 300 grammi di riso basmati e 2 parti di acqua e via di cottura. Ricordate, però, cari poveracci in lettura, che io ho le piastre a induzione, e quindi magari per voi che usate il gas potrebbe volerci un po’ più di acqua.

Ed è anche inutile che ridiate, perché lo so benissimo di non avere messo il sale, ma c’è un motivo … seguitemi!

Acceso il gas o la piastra, mescolate con un cucchiaio di tanto in tanto per evitare che il riso attacchi sul fondo del pentolino.

Una volta cotto il riso (occorrono indicativamente 15 minuti, ma l’importante è presidiare la piastra e assaggiare di tanto in tanto), un po’ al dente ma non troppo, e con i chicchi che restano ben separati l’uno dall’altro, si versa il contenuto dal pentolino in due piatti separati.

riso_basmati

 

Un filo d’olio extravergine di oliva appena spremuto, una abbondante grattugiata di noce moscata, che ricopra per intero il riso, un pizzico di sale e due pizzichi di condimento tandoori.

noce_moscata_benefici

 

Et voilà, mangiare con gusto e voluttà!

E i transistor? Uach uach uach è un trucco di noi acher, facciamo un titolo accattivante ma che non c’entra col contenuto e voi cliccate, cliccate, cazzo se cliccate! Ma non vogliatecene, lo facciamo per una buona causa, aumentare le visite al sitarello di Irene Iaccio … a ri-uach uach uach

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