Scusi, dov’è il tonno in scatola? Diciannovesima puntata della February Zen Warrior Monk Fight.

Premessa di Irene Iaccio, CEO del Blog nonché dell’omonima Pagina FB
La vita è un test di coraggio. Non è un contenitore di giustizia e di felicità assoluta. Il meglio deve ancora arrivare, anche perché le sorti dell’universo sono in mano a Galeazzo e al suo prodigioso figlio Idebombo. Ma tutto deve filare liscio, accadimenti come quello che lo stesso Galeazzo Vi racconterà nelle righe più sotto non devono più succedere!

Scusi, dov’è il tonno in scatola? (articolo di Galeazzo)
Stamane mi sono recato al supermercato. Non farò il nome di tale supermercato, in modo che quando del tutto misteriosamente si verificherà per esso un fenomeno di autocombustione nessuno potrà ricollegare tale disgrazia al fatto che mi accingo a raccontarVi.
Come detto, questa mattina mi sono recato al supermercato, carico come una molla, con un’idea luminosa nella mente: preparare una squisita pasta al tonno al mio figliolo Idebombo. Lui è, per parte di madre, di origine nigeriana (gruppo etnico Igbo, anche detto Ibo) e dunque ha bisogno di abbondanti proteine nobili nella dieta, per mantenere l’imponente massa muscolare di cui la natura lo ha dotato e per non farsi immalinconire dal clima europeo.
A proposito, lo sapete che il blues, musica malinconica per eccellenza, pare derivi proprio dai lamenti degli schiavi Igbo nelle piantagioni della Carolina del Nord e del Sud e della Florida, il cui motto era: “Ibos pend cor’a yo”, ovvero “gli Ibo si impiccano da soli”.

Capite bene, dunque, lo stato d’animo con cui mi sono recato al supermercato e il climax raggiunto allorquando alla mia domanda “scusi, dov’è il reparto del tonno in scatola?” la gentile commessa mi ha risposto “guardi, in questo supermercato non abbiamo tonno in scatola. È roba per poveri. Se vuole c’è il tonno fresco, già filettato, per soli 80 euro al chilo. Che fa? Gliene metto un paio di chili?”. Ho sorriso con dignità, con la dignità del povero ma non del miserabile, alla lavoratrice salariata, già pregustando che ella sarebbe stata una delle vittime del predetto fenomeno di autocombustione che occorrerà al supermercato.
Tosto, ho escogitato una soluzione di ripiego per un piatto alternativo altrettanto nutriente e mi sono recato al reparto del pesce surgelato dove ho prelevato una confezione di cuori di merluzzo sudafricano.
Tornato a casa, ho preparato il predetto merluzzo (non vi descrivo la ricetta perché è stata più volte presentata sul Blog) e al contempo ho cotto al vapore un bel broccolo (e anche per questa leccornia già trovate la ricetta sul Blog), traendone un piatto unico di cui propongo le foto:

* Foto 1: i cuori di filetti di merluzzo imbustati nelle singole confezioni

* Foto 2: i cuori di filetti di merluzzo nella fida padella antiaderente

* Foto 1: l’impiattamento di merluzzo e broccoli

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