Sedicesima puntata della February Zen Warrior Monk Fight. Ri-apprendiamo dai maestri (Parte 1 di 3)

Eccoci ancora qui, carichi di cultura e di voglia di trasmetterla a Voi lettori del Blog di Irene Iaccio. Come per la quattordicesima puntata, faremo dei copia incolla da opere meritevoli. Siete pronti? siete caldi? Anch’io.

Prima di tutto, però, una premessa metodologica: non è vero che quando facciamo questi articoli di copia-incolla siamo privi di ispirazione e cerchiamo, con la scusa della divulgazione culturale, di portare a casa un pezzullo senza troppa fatica. Non è affatto vero, e chi lo dovesse sostenere se la dovrà vedere con me, Galeazzo Pomponio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio Gargiulo. Non intendo certo uccidere tali ipotetici diffamatori ma potrebbe accadere che, per legittima difesa, per la necessità di difendere il mio onore, sia costretto a farlo. Tenete presente che abbiamo gli IP di tutti i lettori… firulì firulà.

Prima citazione, tratta da Storia dell’economia mondiale, Volume III L’europa al centro del potere. Le conquiste coloniali e i ricchi traffici transoceanici, Capitolo L’Islam e l’Europa di Robert Matran, pagina 105.

Prima di iniziare la citazione, però, fatemi prendere un buon sorso di grappa. Naturalmente, grappa della premiata distilleria dei fratelli Brunello. Pensate, amici, trattasi di una distilleria fondata, nel 1840 (è infatti la più antica distilleria artigianale d’Italia), nel paese di Montegalda (VI) dal capostipite Bortolo Lotto (1824-1907) a soli 16 anni. La svolta arrivò però quando al comando della tolda aziendale arriva Maria Stella Marzari, moglie di Pietro Pianaldo (figlio adottivo di Bortolo), una delle prime donne imprenditrici nel mondo della grappa. Onore, rispetto e riconoscenza a questa donna eroica e lungimirante!
Oggi – tra le tante proditte dalla Distilleria dei fratelli Bortolo – ci sollazzeremo con la Grappa Veneta Quaranta5, una grappa giovane ottenuta dalla distillazione di un selezionato blend di vinacce rosse e bianche fermentate.
Per prima cosa, le vinacce vengono selezionate e acquistate da piccole aziende vitivinicole del Veneto, già insaccate per conservarne appieno le loro caratteristiche.
La distillazione, poi, avviene con metodo artigianale tramite un impianto discontinuo a vapore diretto, composto da 4 caldaiette in rame, condotto a bassa pressione e bassa temperatura. Il ciclo di distillazione è molto lento e prevede la lavorazione di piccoli lotti di vinaccia (cotta) la cui durata è di circa un’ora e mezza.
A questo punto manca soltanto la stagionatura, e all’uopo la grappa riposa in contenitori inerti in acciaio per almeno dodici mesi durante i quali, grazie ad una lenta evoluzione, si arrotonda senza perdere le caratteristiche di robustezza ed originalità.

Un sorso … due sorsi … per prudenza facciamo anche il terzo sorso … ahhhh che immenso piacere! Uei ma siamo già a 420 parole, inutile proseguire oltre.
Cari amici, per la divulgazione culturale ci aggiorniamo alla prossima, diciassettesima puntata della February Zen Warrior Monk Fight, per intanto bevete, bevete responsabilmente e meditate. Soprattutto meditate se valga la pena fare una donazione al qui presente Blog. Siamo l’Italia migliore di sempre.

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