Il terribile segreto di Caterina (articolo nr 23 G’sWNS)

Rientro all’ovile carico come una molla, con un’incredibile voglia di fare del buon, sano, appagante sesso con Caterina, la calda avvocatessa che ha risollevato le sorti della mia altrimenti decadente esistenza e però la trovo in un mare di lacrime, singhiozzante, aggrappata al cuscino come una cozza a uno scoglio di Giannutri.

“Uei Caterina, ma cusa lè questa tragedia? Sembra di essere a una festa de L’Unità mentre fanno un dibattito autocritico sull’ultima sconfitta elettorale del PD”

“Galeazzo” fa la Cate tra un singhiozzo e l’altro “hanno scoperto il mio segreto! Sono finita, spacciata, derubricata!”

“Calma” faccio io, che nelle tragedie, soprattutto quelle altrui, mantengo sempre un contegno da industriale mitteleuropeo “spiegami tutto con calma, anche perché abbiamo appena superato le 100 parole e dobbiamo allungare il brodo per quegli stronzi del Blog di Irene”

“Ecco, bravo, l’hai nominata! È lei che mi ricatta, per conto della terribile organizzazione malavitosa meneghina Il Gatto ha nuove code. Quelli sono degli acher coi controzebedei e sono entrati nel mio telefonino, un I-Phone da 1.700 euri che mi ha regalato Gastone, quel simpatico maestro di sci che ho conosciuto a Ovindoli l’estate scorsa…”

“Gastone che, essendo un gran lavoratore, d’estate diventa maestro di tennis. Ma non divaghiamo, quegli stronzi mi hanno bucato il telefonino come un palloncino e mi hanno scolpito i filmati che avevo girato con lui” conclude la Cate ululando al soffitto la sua disperazione.

“Caterina, sono un sincero democratico, cosa vuoi che mi importi se hai girato dei filmati un po’ osè nell’ambito di un’avventura che non ha lasciato strascichi nella nostra bella ma aperta relazione? Dopo tutto anch’io sono sposato con quella cretina di Eulalia. Anzi, fammi vedere sti pornazzi che hai girato! Voglio vedere chi ha il bigolo più possente, tra me e l’atletico Gastone…”

“Ah deficiente, ma che hai capito?!?? I filmati risalgono a quest’inverno, e mi riprendono mentre cercavo di imparare a sciare, ma io non sono capace! C’ho le cosce di pollo, cazzo, c’ho le cosce di pollo e dopo due curve sono stanca. Scendo a spazzaneve e adesso tutto il mondo lo saprà. Saprà che non so sciare!!!”

“Ho capito, Caterina, qui occorre il mio intervento. Partirò stanotte stessa per Milano, Via Ernesto Steinach nr 8, dove ha sede Il Gatto e li costringerò a ridarmi quei filmati. Forse dovrò battermi col toy boy di Irene, al secolo Andrea Righi, anche detto Cagol o Cagoyeti, forse dovrò ucciderlo, ma non importa, riavrai i tuoi filmati! E poi torneremo a Ovindoli, dove ti insegnerò io a sciare!”

“Grazie Galeazzo, sei un signore, oltre che un professionista dell’amore, e grazie a te mi sento completamente rinfrancata. E ora vai, parti per Milano e compi la tua missione!”

accussi’ te ne vaiee
nun t’emporta niente chiu
‘e mesenza ‘e me te vaiee
già’ te sto cercanne mentr’ te sto perdenne
accussì te ne vaie
e già e decise comme ‘e partì
dove andrai che farai
e guardanneme into all’uocchie
regalame n’abbraccio
vai dove il sole non c’è mai
dove niente troverai
nella nebbia resterai
cercando quello che hai
poi col vento parlerai
quante storie inventerai
senza tempo correrai
addò nisciune ce sta

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