Un whiskaccio per Antonella

Eravamo al Lucullione, il nuovo locale di Antonio Pinza al porto di Ravenna. Erano circa le 3 di notte e a Jack Pasini, dopo avere ingollato due gialle pasticche di Nembutal, sovvenne alla mente Antonella Nobile.

“Ehi ragazzi” disse con la sua stridula voce frutto di uno sfortunato incidente giovanile (ad una festa dell’Unità di fine anni Settanta, la zia del Pasini, dopo averlo portato a fare la pipì in un prato antistante il tendone in cui a breve si sarebbe esibito un giovane Vasco Rossi, per la fretta di vedere il Blasco sollevò la lampo dei pantaloncini del piccolo Jack con un unico, brusco, lacerante movimento che lo evirò. Maledette cerniere!), “che fine ha fatto Antonellaccia nostra?”

“È sempre la solita. Fuma erba, ingoia pillole, beve vinaccio e pensa ancora, sempre e soltanto all’uccello” rispose il Pinza, piombando alle spalle del gruppo di amici.

“E ora toglietevi dagli zebedei, ché è notte inoltrata e se siete finiti a parlare di quel macilento rottame, significa che non siete più lucidi.
Ma che non si dica che il grande Tony caccia gli avventori dal suo locale! Vi offro un ultimo whisky torbato!”

“Non farlo, amico caro!” disse il Pasini “siamo appena a 190 parole e dobbiamo allungare il brodo fino a 300 parole, altrimenti l’articolo non viene indicizzato sui motori di ricerca!”

“Bene” fece il Pinza, tosto come un guerriero spartano “allora, in nome dell’antica amicizia con Galeazzo attenderò stoicamente che l’articolo raggiunga le 300 parole, dopodiché, però, non accetterò ulteriori dilazioni. Siete amici, ma non tollero che nel mio locale si parli di quella scamorza!”

“Va bene Tony, tanto siamo già a 260 parole, e altre 40 parole le troviamo sicuramente. E poi, in tutta sincerità, non ho capito nemmeno io perché Galeazzo abbia voluto dedicare un articolo alla Nobile, visto che gli sta profondamente antipatica” aggiunse ancora, querulo e petulante, il Pasini.

“Eh sapessi …” concluse amaramente il Pinza “Galeazzo deve produrre un articolo al giorno per il Blog di Irene Iaccio. Ormai anche il suo grande e incontestato talento non ha più argomenti e si riduce a parlare di temi di nessuna importanza o addirittura ripugnanti come la suddetta Nobile. Una prece, anzi un applauso per il grande Galeazzo e poi fuori dalle balle!!!”

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